INDICE NEWS

RIFIUTI aggiornamento al15 marzo

RIFIUTI aggiornamento al 15 marzo

Italia leader europeo dei rifiuti in discarica http://www.iltamtam.it/ArticleDetail.aspx?articleId=11951
... Le cose non migliorano molto per quanto riguarda l'uso delle discariche, a cui il Belpaese ricorre ancora in maniera massiccia mettendo sotto terra il 46% dei rifiuti urbani. Per dare un'idea della distanza dai piu' virtuosi, capofila e' ancora la Germania, che interra appena l'1% dei suoi rifiuti urbani. Seguono poi Olanda (3%) e Belgio (4%). Leader per l'incenerimento è invece la Danimarca (53%), seguita da Lussemburgo e Svezia (47%), poi c'e' l'Olanda (38%). L'Italia su questo fronte arriva al decimo posto con il suo 11%.
Nel bilancio di Eurostat dei 27, inclusi dieci nuovi Stati membri, la discarica e' sempre la destinazione principale, visto che il 42% dei rifiuti continua ad essere seppellita sotto terra, mentre un 22% viene riciclato, il 20% incenerito e il 17% diventa compost.
Nel 2007 in media un europeo ha prodotto oltre mezza tonnellata a testa di rifiuti urbani, cioe' 552 kg pro capite.
------------------
Munnezzari, discariche e inceneritorihttp://www.altracitta.org/?p=2847
La banda dei rifiuti. Grazie agli inceneritori
Prima di leggere l’articolo di Palladino sulla truffa dei rifiuti a Colleferro (Roma), rinfrescatevi la memoria su alcune dichiarazioni di Matteo Renzi, candidato sindaco di Firenze e attuale presidente della provincia, e di Claudio Martini, governatore della Toscana.
Matteo Renzi: «Si è aspettato troppo. Ora però la scelta per il termovalorizzatore di Case Passerini è fatta e non dobbiamo più sprecare un giorno. Altrimenti i rifiuti ci sommergeranno.», e ancora «Avremo anche noi i roghi nelle strade.» [Fonte:
http://www.matteorenzi.it/archivio.aspx?id=2217]
Claudio Martini: «Avanti tutta con i termovalorizzatori. Discariche esaurite nel 2011, non si può più aspettare», e ancora «La termovalorizzazione è la migliore tecnologia per smaltire i rifiuti. » [Fonte: Il Giornale del 15 gennaio 2008]
Una volta letto l’articolo capirete il perché.
Per approfondire visitate il sito:
http://rifiutizero.org o leggete il testo di Ornella De Zordo «Sistema Colleferro nel futuro di Firenze?» in coda all’articolo di Andrea Palladino
«Gaeta’, quei certificati nun ponno cammena’, hai capito?». E’ il 13 maggio del 2008. I carabinieri del Noe, seguono ormai da mesi i camion dei monnezzari campani, ascoltano le telefonate, che in quelle ore diventano improvvisamente concitate, allarmate. C’è un giro di certificati di laboratorio falsi, sui quali gli investigatori stanno per mettere le mani. Qualche ora ancora e le parole di Fabio Mazzaglia, tecnico di laboratorio di Ercolano, diventano disperate: «Tu quel certificato lo devi fare sparire, hai capito Gaetà?». Gaetano - che ascolta preoccupato - è il direttore tecnico della De.Fi.Am., azienda specializzata in rifiuti, di Serino, in provincia di Avellino. Insieme al padre si occupa di rifiuti da sempre, si può quasi dire che sulla monnezza c’è nato. I suoi camion sono partiti da qualche ora, hanno risalito l’autostrada, imboccato l’uscita Colleferro, a pochi chilometri da Roma. Fanno questo percorso tutti i giorni, portando anche 24 tonnellate di rifiuti alla volta all’inceneritore del consorzio Gaia. Quel 13 maggio, però, i carabinieri avevano scoperto il trucco: le analisi necessarie a garantire che nei forni non entrasse nulla di tossico non erano mai state fatte.
Sono decine i tir che arrivano nel piazzale davanti alle due torri sputafumo di Colleferro. Scaricano balle di Cdr - combustibile da rifiuti - una sorta di carburante ottenuto triturando la monnezza d’Italia. Balle che salgono i due nastri, passano per una griglia ed entrano nei forni, che alimentano le turbine a vapore. Ne escono kilowatt, energia che una norma - abolita in Europa, ma resuscitata in Italia - chiama «pulita». Un rifiuto certificato - in teoria - esente da cloro, da metalli, da veleni, che se bruciati possono uccidere lentamente chi abita vicino alle due torri dell’inceneritore. Certificato all’origine, come il vino doc, con una carta d’identità da portare sempre appresso, pronta a dimostrare la purezza del prodotto. Quel 13 maggio del 2008 i carabinieri erano andati a mettere il naso nel laboratorio di Fabio Mazzaglia, ad Ercolano, che preparava i certificati per le ecoballe della De.Fi.Am. Non un controllo di routine, ma una visita mirata, perché gli investigatori già sapevano che a Colleferro arrivavano rifiuti indifferenziati, non Cdr, arricchiti con copertoni, amianto, metalli, lastre di alluminio e batterie. I certificati del Cdr campano che a Colleferro bruciava erano taroccati, «nun ponno cammenà», come spiegava bene il direttore del laboratorio.
Vera monnezza era anche quella che arrivava da altre aziende campane, dalla romana Ama, da piccoli e grandi trasformatori di rifiuti. L’inceneritore bruciava il talquale, inquinava e truffava lo stato, secondo l’inchiesta che ha travolto nei giorni scorsi il consorzio Gaia. Nei forni entravano rifiuti sicuri solo sulla carta, accompagnati da certificati fasulli e sottoposti all’arrivo a controlli puramente formali.
Tra le pieghe dell’inchiesta si intravede il mondo dei monnezzari d’Italia. Campania, Puglia, Lazio, Toscana, la regione, in realtà, poco importa. Nel centro del business ci sono decine d’intraprendenti mediatori, stakeholder, affaristi, maghi della trasformazione. Serve Cdr? Offrono il servizio completo, laboratorio d’analisi incluso. Produzione, trasporto, certificazione in un unico pacchetto. «Io ho dodici carichi al giorno… pronti… subito … veloci …». Antonio Vischi, il mediatore tra Gaia e la De.Fi.Am., fa la sua offerta diretta a Stefania Brida, responsabile dei rifiuti di Colleferro. «Mandameli… otto sabato… mandameli, capito?». Ci pensa poi Antonio - secondo i magistrati - a sistemare i certificati, a far uscire dai laboratori i risultati giusti, a contrattare il prezzo, a far «risparmiare moltissimo sulla macinazione». Tutti sanno che di legale c’è ben poco, sanno di lavorare sul filo del rasoio, sanno che «se i Noe ci acchiappano ci fanno un c… così». Sanno, tacciono, trasportano, bruciano. E’ una rete fitta, fatta di contatti spesso sotterranei, di società minuscole, ditte individuali. Come quella del socio di Antonio Vischi, Michele Rizzi, un pugliese che di rifiuti se ne intende. Nel 2006 venne coinvolto in un’altra inchiesta dei carabinieri del Noe, che portò a nove arresti in Puglia e in Campania. Quella volta i mediatori si occupavano di compost, di rifiuti organici da trasformare in concime, di rifiuti speciali che finivano in discariche non autorizzate. Venne arrestato dai magistrati pugliesi, ma è bastato cambiare regione per ritornare nel giro, questa volta con il Cdr e il megainceneritore di Colleferro.
Le quantità e i soldi in ballo sono enormi. Lo stesso Antonio Vischi - oggi agli arresti - qualche giorno prima che scattassero le manette e il sequestro degli impianti di Colleferro, cercava clienti su un portale specializzato nella mediazione dei rifiuti. «Abbiamo la disponibilità di 200 tonnellate al giorno di Cdr per impianto di termovalorizzazione del centro Italia», ovvero Colleferro. Un giro d’affari che poteva raggiungere anche i 500.000 euro al mese, solo per questo annuncio, considerando il valore di mercato di 90 euro a tonnellata.
Costi alti, altissimi, perché - in realtà - di Cdr ce n’è poco. Secondo il piano regionale dei rifiuti, il Lazio ne produce ogni anno 140.730 tonnellate, che a mala pena basterebbero per l’impianto di Colleferro. Quando poi il piano di realizzazione dei nuovi inceneritori andrà in porto, nel Lazio ci sarà una capacità di bruciare 710.000 tonnellate l’anno di combustibile da rifiuti, con un giro d’affari di quasi 70 milioni di euro solo per il costo del Cdr. Se già oggi il mercato dei rifiuti laziale è straordinariamente ricco per i tanti mediatori, il futuro immediato sarà la miniera d’oro delle ecomafie. Il Cdr è in realtà il vero centro del business degli inceneritori. Il consorzio Gaia avrebbe dovuto produrlo direttamente - secondo i piani di qualche anno fa - ma i soldi sparirono. Un’altra inchiesta - sempre della Procura di Velletri - ha ricostruito un milionario giro di finanziamenti spariti nel nulla durante la gestione precedente il commissariamento. Milioni ottenuti dalla Cassa depositi e prestiti, destinati - tra l’altro - alla realizzazione d’impianti Cdr fantasma. Fu la dirigenza del consorzio a decidere che il combustibile era meglio comprarlo sul mercato, rivolgendosi ai mediatori che rastrellano i rifiuti ovunque. Carichi «pronti… veloci», senza tanta burocrazia. La guardia di finanza di Colleferro ricostruì con cura il presunto giro di fatturazioni false e di buchi di bilancio, denunciando nove ex amministratori e sequestrando 52 milioni di euro. E’ bene tenere a mente il quadro descritto nell’indagine dei carabinieri del Noe di Roma. C’è un territorio continuo che scende da Roma fino a Caserta, che è oggi la terra degli inceneritori, del Cdr, del movimento frenetico di tir, della logistica della monnezza. Malagrotta, Albano, Colleferro, San Vittore nel Lazio sono gli impianti presenti e futuri del cartello Cerroni - Acea - Ama; Acerra è il terminale campano dell’asse del «ciclo industriale dei rifiuti» che sta entrando in funzione proprio in queste ore.
Proprio il Cdr e gli impianti di incenerimento costruiti dalla Fibe ad Acerra furono una delle principali cause dell’emergenza. E’ difficile - se non impossibile - trovare un combustibile da rifiuti decente da quelle parti. Quello che Colleferro bruciava dimostra che in realtà il problema non è solo campano. E mentre il consorzio Gaia viene messo in vendita, si inizia ad intravedere anche nel Lazio il ricatto dell’emergenza: le discariche rischiano la chiusura da un momento all’altro, la differenziata è ben lontana da un livello accettabile. Sarà un’altra emergenza a far digerire la truffa degli inceneritori? [Fonte: il Manifesto]
Rifiuti, De Zordo: «Sistema Colleferro nel futuro di Firenze?»
Fermiamo le politiche inceneritoriste prima che sia troppo tardi.
Succede a Colleferro, nel Lazio governato dal centrosinistra. Tredici persone sono state arrestate in varie città d’Italia, tra cui anche a Grosseto e Livorno, con l’accusa di aver costretto l’inceneritore, per fare cassa, ad ingoiare e bruciare di tutto, rifiuti tossici compresi.
La filosofia che ha portato alla costruzione, all’utilizzo e poi all’abuso dell’inceneritore nella cittadina vicino Roma è quella che privilegia l’incenerimento dei rifiuti in grandi impianti anziché l’investimento massiccio nella loro riduzione e nella strategia Rifiuti Zero.
«Quello di utilizzare l’inceneritore per bruciare il più possibile, e dunque anche materiale tossico, è il rischio maggiore che Unaltracittà denuncia da anni insieme al coordinamento dei Comitati della Piana» - ha commentato Ornella De Zordo. «Questa dinamica assurda è tipica della gestione inceneritorista dei rifiuti, e una volta costruito l’inceneritore a Firenze, la già miserabile raccolta differenziata dell’area è destinata a subire un ulteriore calo.»
«Ciò avviene» - ha concluso De Zordo - «perché un inceneritore che costa 300 milioni di euro, investiti da società private, deve funzionare il più possibile per essere remunerativo dal punto di vista economico. La vicenda di Colleferro ci conferma dunque dei rischi a cui ci sottopongono  le politiche di gestione dei rifiuti di amministratori che vendono per “modernità” una scelta ambientale nociva, a partire da chi è stato responsabile negli ultimi 5 anni del disastro rifiuti della Provincia di Firenze.»
--------------------------
Il WWF scrive ai Commissari prefettizihttp://www.pupia.tv/lusciano/notizie/00046.html
Rifiuti, il Wwf scrive ai commissari prefettizi
LUSCIANO. Il Wwf Agro Aversano-Napoli Nord e Litorale Domizio invia una lettera ai commissari prefettizi del Comune di Lusciano sullo stato della raccolta rifiuti a Lusciano.
Il dottor Francesco Autiero, presidente della sezione Wwf, Domenico Mottola, vicepresidente, e il dottor Alessandro Gatto (nella foto), responsabile settore rifiuti Wwf Campania, scrivono:
Egregi Commissari, lo scorso giugno 2008 depositammo presso l’ufficio protocollo del Comune di Lusciano un’attenta osservazione sullo stato della raccolta dei rifiuti del paese, evidenziando diversi disagi segnalati da molti cittadini che parteciparono ad un convegno organizzato dalla nostra Associazione proprio in tema di rifiuti.
In particolare indicammo alcuni disservizi relativi ad una scarsa gestione della raccolta differenziata; all’assenza di un adeguato numero di cassonetti per la raccolta dei rifiuti speciali ed al mancato svuotamento di quelli esistenti; segnalammo la mancanza di controlli; di incentivi per la diffusione di prodotti col metodo del “vuoto a rendere” o con diffusione “alla spina” ecc.
Nel settembre dello stesso anno protocollammo una richiesta di collaborazione tra il Comune ed il nostro nucleo di guardie ambientali volontarie, disponibile ad affiancare ed aiutare le forze armate locali nel controllo di determinate zone del paese in cui si verificano sversamenti illegali di rifiuti. 
Ad oggi però, nulla è stato fatto, nessuna delle nostre proposte è stata presa in considerazione, ed il risultato è che lo stato in cui versa il paese si può dire sia, negli ultimi tempi, soltanto peggiorato. Solo a titolo esemplificativo riportiamo il caso di due strade in cui da più di un anno non viene rimosso un solo sacchetto di rifiuti: via D'Azeglio, che costeggia l'area della fiera settimanale e via Leopardi.
Vi chiediamo di intervenire immediatamente, ripulendo dapprima le suddette strade, e poi tutte le altre; chiediamo, inoltre, di migliorare i servizi e di potenziare il sistema di raccolta differenziata, ricordando che il Wwf mette gratuitamente a disposizione le proprie competenze ed i propri volontari al fine di migliorare la vita dei cittadini e dell’ambiente in cui vivono.
--------------------

Colleferro non è un caso isolato http://www.libero-news.it/adnkronos/view/76197

http://www.libero-news.it/adnkronos/view/76197 Roma, 11 mar. - (Adnkronos) - "Forse il presidente Marrazzo non ha ben chiara la situazione della sua regione, quando dice che la mafia ed i suoi uomini qui non passeranno. Qualcuno lo svegli e gli dica che sono gia' passati, e da un bel pezzo". Lo afferma Massimo Carletti, responsabile Casapound Italia provincia di Roma, in merito alla vicenda del sequestro dei termovalorizzatori di Colleferro. Secondo Carletti "e' incredibile che in un impianto commissariato sia stato possibile compiere azioni contro la salute pubblica di tale gravita'''. ''Qui - sostiene - non si tratta solo di generici 'mafiosi' in trasferta con coppola e mandolino, ma di evidenti infiltrazioni consolidate all'interno delle stesse istituzioni di controllo regionali. In una zona come quella della Valle del Sacco, gia' martoriata da un disastro ambientale senza eguali in Italia, questa e' l'ennesima mazzata a un sistema, quello della salute pubblica, che evidentemente in quella zona ha alzato bandiera bianca. Forse e' il caso che non ci si limiti a generici commissariamenti di aziende a fallimenti pilotati, ma che si preveda un progetto ben piu' ampio, tale da investire ogni settore, pubblico e privato, gravante sulla popolazione di Colleferro e dei molti comuni limitrofi". "Le situazioni sul territorio laziale paragonabili a quella di Colleferro, sono molte - sottolinea poi il coordinatore regionale di Casapound Italia per il Lazio Andrea Antonini - Viene alla mente l'impianto di smaltimento rifiuti di Guidonia, dove, da interrogazioni consiliari a cui il presidente Marrazzo evita di rispondere sembra che non sia ben chiaro cosa e come viene smaltito. Raccontano la favoletta della raccolta differenziata porta a porta, da affidare a cooperative loro amiche, non sapendo poi che cosa viene bruciato e smaltito negli impianti sul territorio che amministrano. Altro che riciclaggio dei rifiuti; qui e' da rottamare una classe politica intera".

Parla il capitano Pescarini che ha scoperto gli illeciti

10 MARZO   http://iltempo.ilsole24ore.com/politica/2009/03/10/999536-scandalo_rifiuti_colleferro_colletti_bianchi_peggio_mafiosi.shtml
L'intervista al capitano Rajola Pescarini Scandalo rifiuti a Colleferro, "colletti bianchi peggio dei mafiosi"
Loro strappavano i certificati falsi che accompagnavano i rifiuti e lui s'incaponiva. Chiedeva. Braccava. E alla fine il capitano Pietro Rajola Pescarini li ha inchiodati.
Comandante, sorpreso da tanto malcostume?
«Sicuramente, soprattutto per la sfacciataggine. Nonostante i controlli, alcune persone anziché sentirsi sotto indagine si mostravano così sicure che era come se gli altri dovessero sentirsi in difetto».
Si spieghi. Ha ricevuto minacce?
«No, però c'è chi ha cercato di gonfiarsi il petto chiedendo, cercando di sapere i nostri nominativi».
 In questo indagini, quali sono stati gli ostacoli maggiori che ha incontrato?
«Non l'omertà. Gli operai hanno collaborato, si sono fidati di noi. C'è stato un momento però che dai piani alti dell'azienda si faceva la voce grossa, sono intervenuti pesantemente sul personale. E così si stava diffondendo un clima teso, quasi dubbioso: "I carabinieri ce la faranno a scoprire le cose che non vanno?". Noi abbiamo cercato di far capire loro che il nostro lavoro non era affatto finito, che non si era arenato, che bisognava fare le cose giuste e che non avremmo abbandonato chi ci aveva aiutato. Lo abbiamo dimostrato con la sospensione del dipendente, sulla quale abbiamo fatto accertamenti anche penali».
 Quanto danno ha procurato all'ambiente questa gestione dei rifiuti?
«È complicato dirlo. Abbiamo scoperto che alcuni dirigenti manipolavano i dati. Saranno fatti accertamenti approfonditi».
Qual è l'ultima anomalia che avete scoperto?
«A ottobre, sempre nel trattamento dei rifiuti. Ma si sono verificati episodi anche agli inizi del 2009. È stato imposto agli operatori di non annotare le eventuali anomali riscontrate. Questa è la cosa grave».
 Il Noe di Roma ha competenze regionali...
«A dire il vero ci siamo trovati ad operare anche in altre regioni, come in Campania e in Basilicata». Per esempio, su cosa avete indagato? «In Campania ci siamo concentrati sulla camorra, sui Casalesi, con fermi disposti dalla Direzione distrettuale antimafia. E lo stesso è accaduto a Potenza».
Siete particolarmente bravi. Qual è la vostra preparazione?
«I miei carabinieri ed io abbiamo maturato esperienze di servizio nella lotta alla criminalità organizzata, in Sicilia soprattutto».
Quindi? «L'approccio è particolare, dattagliato, scientifico. Nell'inchiesta sul Gaia è stato particolarmente prezioso però il lavoro del pubblico ministero e del giudice per le indagini preliminari». Sono più pericolosi i mafiosi o i colletti bianchi? «Il criminale uccide. Qui parliamo della salute di migliaia di persone». Fab. Dic. Fabio Di Chio 10/03/2009

Buone notizie

11 MARZO http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/rifiuti/20090311173734840053.html
UMBERTIDE, 'SVITA E RICICLA TAPPI' PER BENEFICENZA 
(ANSA) - UMBERTIDE (PERUGIA), 11 MAR - Tappi di bevande, di flaconi di detersivo, tappi di ogni genere purche' marchiati con i simboli Pp (Polipropilene), Pe (Polietilene) e Pe/hd (Polietilene high density) segno di riciclabilita'. Sono i protagonisti di ''Svita e ricicla'', un progetto di raccolta differenziata a scopo benefico promossa dall'associazione sportiva e di volontariato ''La pantera''. Sabato scorso nell'isola ecologica di Umbertide si e' svolta la prima giornata di raccolta. Il ricavato - riferisce un comunicato del Comune - ottenuto dalla ''differenziazione'' dei tappi andra' in beneficenza a persone o associazioni che operano nel campo dei disabili. Chi vuole partecipare a questa iniziativa dovra' portare i tappi, privati della carta, presso dei punti di raccolta (scuole, associazioni, parrocchia e centri sportivi) dove sono situati i contenitori forniti da Eco Plast, la ditta che si occupa del ritiro e dello smaltimento. Il materiale verra' poi stoccato da volontari nell'oasi ecologica del Comune. Il progetto, che vuole inoltre sensibilizzare i cittadini sul tema della riduzione dei rifiuti e del recupero, non ha un limite di tempo. Ogni anno verra' fatto un resoconto del materiale ritirato, dei proventi ottenuti e si decidera' a chi destinare i fondi. (ANSA). I31-FZ
11/03/2009 17:37
...........................
10 MARZO
http://www.ansa.it/site/notizie/regioni/emiliaromagna/news/2009-03-10_110340458.html
Soragna, Fidenza, Lugo Romagna comuni 'ricicloni'
Premiati da Legambiente per minor quantita' rifiuti da smaltire
(ANSA) - BOLOGNA, 10 MAR - Comuni parmensi di Soragna (tra quelli fino a 5.000 abitanti) e Fidenza (5.000-25.000) e Lugo di Romagna (Ravenna), oltre 25.000, premiati da Legambiente. Perche' nel 2007 sono stati i migliori 'ricicloni', cioe' hanno mandato allo smaltimento la minor quantita' di rifiuti pro capite, riciclando quindi di piu'. Fidenza e' stato il Comune con la minor produzione di rifiuti a smaltimento pro capite (155 kg./abitante). La classifica e' stata ottenuta attraverso una indagine di Legambiente patrocinata dalla Regione Emilia-Romagna. (ANSA). 
......................

Cattive notizie

11 MARZO http://lanazione.ilsole24ore.com/laspezia/2009/03/11/157318-rifiuti_arrivo_stangata_aumento.shtml
In arrivo la stangata Tia, aumento del 9,57%
Dopo l'acqua, in arrivo una nuova stangata per i contribuenti. La tassa sui rifiuti aumenterà quasi del il 10%, l'aumento costerà in media 20 euro a famiglia. Tale costo in più è dovuto alle spese lievitate per la valorizzazione del cdr, il materiale combustibile derivato dal trattamento dei rifiuti solidi urbani
La Spezia, 11 marzo 2009 - I contribuenti spezzini devono prepararsi a un nuovo sacrificio. Dopo l’acqua è in arrivo una bella stangata sui rifiuti. Vale a dire sulla Tia, la tariffa di igiene ambientale, il sistema di finanziamento della gestione della spazzatura e della pulizia delle strade. La sorpresina renderà più amaro l’uovo di Pasqua: ad aprile Spezia Risorse, per conto di Acam ambiente, recapiterà a famiglie e aziende la cartella (con i bollettini di pagamento, o in un’unica soluzione o in quattro rate). Basterà confrontarla con quella del 2008 per accorgersi che l’importo è superiore di circa il 10 per cento. Esattamente il 9,57. L’aumento costerà in media 20 euro a famiglia.
La stangata è legata a filo diretto alle spese lievitate per la valorizzazione del cdr. Parliamo del materiale combustibile derivato dal trattamento dei rifiuti solidi urbani, nell’impianto di Saliceti, nel piano di Vezzano. E’ utilizzato per alimentare i termovalorizzatori. Spezia è costretta a piazzarlo a Isernia per poterlo bruciare. La chiusura del ciclo rifiuti è diventata salatissima sotto il profilo finanziario: i costi sono saliti alle stelle su scala nazionale facendo sballare tutte le previsioni. Praticamente raddoppiate (da 50 a 100 euro a tonnellata) le spese che doveva sopportare per tre anni l’azienda che ha in appalto l’impianto di Saliceti. Un contenzioso ha addossato il maggiore esborso per metà all’azienda e per metà al gestore. E ancora. Ci sono altre due ragioni alla base dell’aumento, secondo l’amministrazione comunale. La prima è l’incremento dei costi di valorizzazione della raccolta differenziata, visto la minor richiesta industriale. La seconda è l’aumento del costo del personale delle cooperative che svolgono i servizi nel settore della raccolta rifiuti e pulizie strade, dovuto all’adeguamento dei contratti.
Pantalone deve dunque prepararsi a mettere mano al portafogli: il costo del servizio gestione rifiuti e pulizia è a totale carico degli utenti. Una famiglia di due persone, in un appartamento di 80 mq, pagherà ora 178 euro l’anno. Che salgono a 231 con una casa di 120 mq. Di più: per tre persone e 80 mq la cifra è di 191, mentre per un componente e 130 mq è di 188. "Un aumento necessario, ma che non operiamo a cuor leggero, consapevoli della situazione di crisi generalizzata e di difficoltà in cui versano le famiglie. Per questo si prevede un adeguamento del fondo sociale per le categorie più deboli. Il costo del servizio resta comunque in linea con il costo nazionale", ha sottolineato l’assessore all’ambiente Laura Ruocco. Nel 2008 gli spezzini avevano beneficiato di un decremento della Tia del 6 per cento. La previsione di aumento per quest’anno era del 3,8. Il piano industriale di Acam lo aveva ritoccato addirittura al 15%. Laura Ruocco ha definito troppo costosa la chiusura del ciclo rifiuti rilanciando l’impegno politico in sede di piano d’ambito per la riorganizzazione del settore. Ha posto anche un termine: entro l’estate. E un obiettivo: minor costo per gli utenti. A questo punto si può supporre che una delle soluzioni potrebbe arrivare dall’operazione di aggregazione. Operazione che fra i benefici porterebbe un percorso più semplice e meno costoso per la valorizzazione del cdr. L’amministrazione ha ribadito l’impegno a rendere sempre più trasparenti al cittadino i servizi offerti dal gestore.
La Ruocco (in suo supporto è intervenuto il responsabile del monitoraggio dei servizi ambientali Sandro Amorfini) ha assicurato che non si fermerà il miglioramento dei servizi ai cittadini, a partire dalla pulizia e dal decoro della città.Manrico Parma
...............

Italia tra i paesi europei che usa + discariche e - riciclo

9 MARZO  http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/rifiuti/20090309180234838583.html
RIFIUTI: ITALIA IN EUROPA LONTANA DA PRIMI DELLA CLASSE/ANSA 
(ANSA) - BRUXELLES, 9 MAR - Gli italiani non producono tanta immondizia in citta' quanto i danesi, che con 801 kg a testa detengono il record europeo, ma sul fronte del riciclo e dell'uso della discarica sono ben lontani dai primi della classe. Il Belpaese brilla invece per la produzione di compost, il concime prodotto da materiali biodegradabili. Questo il quadro che emerge di fronte alle cifre dei Paesi europei della 'vecchia' Europa, prima degli allargamenti del 2004 e del 2007, nella fotografia scattata da Eurostat sui rifiuti urbani nel 2007, pubblicata oggi. I campioni del riciclo dei rifiuti urbani sono sempre i tedeschi (46%), seguiti da Belgio (39%), Svezia (37%) e Irlanda (34%) e Olanda (32%). L'Italia arriva al tredicesimo posto, con il suo 11%, prima di Portogallo (8%) Repubblica Ceca e dello zero assoluto del Lussemburgo. Le cose non migliorano molto per quanto riguarda l'uso delle discariche, a cui il Belpaese ricorre ancora in maniera massiccia mettendo sotto terra il 46% dei rifiuti urbani. Per dare un'idea della distanza dai piu' virtuosi, capofila e' ancora la Germania, che interra appena l'1% dei suoi rifiuti urbani. Seguono poi Olanda (3%) e Belgio (4%). Leader per l'incenerimento e' invece la Danimarca (53%), seguita da Lussemburgo e Svezia (47%), poi c'e' l'Olanda (38%). L'Italia su questo fronte arriva al decimo posto con il suo 11%. Il riscatto del Belpaese pero' arriva nella classifica della produzione di compost, dove sale sul podio al secondo posto con il 33% dei rifiuti urbani, dopo l'Austria (38%) e seguita da Lussemburgo e Olanda (28%). Nel bilancio di Eurostat dei 27, inclusi dieci nuovi Stati membri, la discarica e' sempre la destinazione principale, visto che il 42% dei rifiuti continua ad essere seppellita sotto terra, mentre un 22% viene riciclato, il 20% incenerito e il 17% diventa compost. Nel 2007 in media un europeo ha prodotto oltre mezza tonnellata a testa di rifiuti urbani, cioe' 552 kg pro capite. I campioni nella produzione di spazzatura, con oltre 750 kg a testa di rifiuti urbani, sono danesi, irlandesi e ciprioti, seguiti da Lussemburgo, Malta e Olanda, che segnano valori tra i 600 e i 750 kg pro capite. L'Italia, con i suoi 550 kg di media a testa, rientra nella fascia tra i 500 e i 600 kg, insieme ad Austria, Spagna, Gran Bretagna, Germania, Francia, Estonia, Svezia e Finlandia. Chi produce di meno, tra i 400 e i 500 kg, sono Belgio, Portogallo, Bulgaria, Ungheria, Grecia, Slovenia e Lituania, mentre al di sotto dei 400 kg si piazzano Romania, Lettonia, Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca.(ANSA). Y62-TI 09/03/2009 18:02
............................

5 marzo: Bari, arsenico nella falda, chiude la discarica http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_cronache_NOTIZIA_01.php?IDCategoria=273&IDNotizia=230976
Chiude la discarica di Bari: c'è arsenico nella falda. 7 giorni per evitare il caos
BARI - Ancora una settimana al massimo, poi la discarica di Bitonto dovrà chiudere. Lo ha deciso la procura di Bari, che sta per revocare la facoltà d’uso concessa alla «Ecoambiente», l’impianto sequestrato a maggio del 2008. Una decisione che potrebbe avere serie ripercussioni sullo smaltimento dei rifiuti a Bari, Modugno e Bitonto. Secondo le analisi condotte dall’Arpa, sul sito della discarica ci sarebbe un «consistente inquinamento della falda» dovuto al percolato prodotto dalla discarica. E così ieri il pm Francesco Bretone ha fatto notificare la sua decisione al presidente della Regione Puglia, al prefetto di Bari, al presidente della Provincia, ai sindaci di Bari, Modugno e Bitonto, e all’imprenditore Salvatore Matarrese, legale rappresentante della Ecoambiente: la discarica potrà restare aperta «solo per il tempo strettamente necessario a permettere ai Comuni interessati di individuare un altro sito per lo smaltimento» dei rifiuti. Ma la procura fa capire che il tempo è limitato, e infatti stamattina alla Provincia di Bari è prevista una riunione con tutti gli enti interessati: la consulenza tecnica ha rilevato che le infiltrazioni di percolato stanno mettendo in pericolo la falda da cui viene attinta acqua per l’irrigazione dei campi. La chiusura di Bitonto era prevista, anche se gli addetti ai lavori contavano di avere a disposizione almeno altri sei mesi. «Non c’è nessuna emergenza», avverte l’assessore all’Ambiente della Provincia di Bari, Romano Carone. Ma bisognerà trovare u n’altra destinazione per le 14mila tonnellate di rifiuti prodotte tra Bari, Modugno e Bitonto. Già oggi la frazione umida (circa 250 tonnellate al giorno) finisce a Conversano, mentre a Bitonto resta soltanto la frazione secca. Secondo l’ordinanza di Bretone, nella falda che scorre sotto la discarica le analisi dell’Ar pa hanno rilevato «alte concentrazioni di metalli pesanti come ferro, manganese, arsenico, nichel, cromo e vanadio». Lo studio evidenzia la situazione di inquinamento di 4 pozzi in località Torre d’Aggera, oltre che di quelli di monitoraggio della discarica. «L’acqua dei pozzi - è scritto nello studio - si presenta di colore scuro, con tonalità giallo-marrone, fortemente maleodorante e con vistosa presenza di schiuma. La falda si trova ad una profondità di 50-55 metri e defluisce verso il mare». Questo è il motivo per cui Bretone sarebbe orientato a non prolungare l’apertura dell’impianto per più di un’altra settimana. Salvatore Matarrese, amministratore delegato della Ecoambiente, respinge tutte le accuse: «Sono convinto - dice - che l’impianto è in perfetta regola e che non ha causato alcun danno alla falda. Sono disposto a chiudere anche adesso, anche per permettere agli inquirenti di compiere i necessari accertamenti, ma la decisione non spetta a me. Voglio leggere la relazione dell'Arpa, poi disporrò una perizia tecnica per verificare la fondatezza delle loro conclusioni». Nel frattempo, però, sarà necessario trovare una soluzione, e quasi certamente si tratterà di «convincere» Conversano a farsi carico anche della frazione secca. Non più di un mese fa, Conversano ha strappato alla Provincia l’impegno a chiudere il vecchio impianto di contrada Martucci («il 30 giugno», secondo il sindaco Giuseppe Lovascio, «non prima del riempimento», secondo la Provincia di Bari). Le alternative sono Trani oppure discariche fuori provincia, ma - avendo la possibilità di scegliere - la decisione sarà presa soppesando anche i costi. [m.sc.] 5/3/2009

6 marzo: Rifiuti speciali rapporto su import/export http://www.adnkronos.com/IGN/Economia/?id=3.0.3078499505
Cresce l'export di rifiuti 'pericolosi': +350% in 3 anni
La Lombardia è la regione che detiene il primato dell'export con il 32%
Rapporto di Assoambiente: aumentati del 60% anche quelli 'speciali'. In Germania ne arriva il 47%. Giro d'affari di 180 milioni all'anno
Roma, 6 mar. (Adnkronos) - L'Italia esporta sempre di piu' i propri rifiuti speciali, sia 'pericolosi' sia innocui, comunque derivanti da processi industriali. Le destinazioni principali sono Germania, Grecia e Gran Bretagna, ma una buona fetta arriva fino in Cina e Francia. E sono soprattutto le esportazioni di rifiuti 'pericolosi' a crescere con un ritmo davvero sostenuto, tanto che in tre anni sono arrivate a + 350%, passando da 116.000 tonnellate nel 2002 a 573.000 nel 2005. E' la fotografia scattata dal Rapporto di Assoambiente su "Il movimento transfrontaliero dei rifiuti" aderente a Fise, l'associazione imprese servizi ambientali di Confindustria. Dal dossier, presentato a Roma, emerge anche che nello stesso periodo le esportazioni dei rifiuti 'speciali' non pericolosi hanno segnato un netto aumento (+60%). Tra export e import il giro d'affari e' di circa 180 milioni all'anno.
Emerge poi che l'Italia esporta per carenza di impianti, ma non solo: anche per convenienza economica; importa invece per supplire alla raccolta differenziata. Nel 2005, in base agli ultimi dati Mud disponibili, sono state 1,9 milioni le tonnellate di rifiuti speciali esportate e 1,4 milioni quelle importate. Il trasporto di questi rifiuti, in fondo rappresenta complessivamente il 3% dei rifiuti speciali gestiti nel 2005 (il 2,7% dei rifiuti non pericolosi e circa il 10% di quelli pericolosi). La maggior parte dei rifiuti 'speciali' esportati proviene da processi industriali. In particolare, nel 2005 il 30% di quelli pericolosi ha riguardato terra e rocce con sostanze pericolose, l'11% materiali parzialmente stabilizzati come rifiuti da filtrazione fumi, da fanghi e da ceneri, inoltre per circa il 7% vetro, plastiche, legno e un altro 4% materiali da demlizione con sostanze pericolose. Tra i rifiuti speciali non pericolosi il 50% deriva da esportazioni di ceneri e scorie di processi termici di attivita' produttive tra le quali le polveri di desolforazione delle centrali a carbone. Inoltre un altro 20% deriva dall'export di ceneri e scorie da trattamento dei rifiuti. La Germania intercetta circa il 47% della nostra spazzatura 'speciale', per la maggior parte pericolosa, come fanghi e terreni da bonifica, quindi inquinati, e il 'fluf', materiale che deriva dalla demolizione delle automobili, rifiuti che vengono per lo piu' bruciati. Al secondo posto, c'e' la Grecia (18%), seguita da Regno Unito (10%), Cina (8%) e Francia (4%). La Lombardia e' la regione che detiene il primato dell'export con il 32% a seguire la Puglia con il 22%, il Piemonte 11% e il Veneto 7%. Comunque e' dalle regioni del Nord che proviene il maggior flusso di export , quasi il 60% del totale e in particolare quasi l'80% dei rifiuti speciali pericolosi. Dal centro si esporta il 6% e dal Sud il 32%. Quanto all'import dei rifiuti speciali, il Rapporto di Assoambiente rileva che nel 2005 l'Italia ha importato 1,4 milioni di tonnellate all'anno di rifiuti speciali provenienti anche questa volta la maggior parte dalla Germania (25%), dalla Svizzera (23%), dalla Francia (21%) e in egual misura dalla Slovenia e dall'Austraia (6%). E' il legno il tipo di rifiuto che importiamo maggiormente. A differenza dei flussi di esportati (ceneri, scorie e polveri), l'importazione di rifiuti speciali non pericolosi riguarda soprattutto materie dirette agli impianti di riciclaggio italiani cosi' suddivise: 734.000 tonnellate di legno (per pannelli truciolati), 198.000 tonnellate di metalli, 129.000 tonnellate di vetro e 350.000 di altri materiali (plastica, metalli, veicoli fuori uso, imballaggi). Da queste tipologie si evince che la maggior parte dell'import dei rifiuti speciali e' legata all'esigenza di materie prime seconde per i settori interessati che, nonostante gli sforzi per l'incremento della raccolta differenziata (va considerato anche che mancano i dati degli ultimi anni 2006, 2007, 2008), hanno rchiesto il supporto di materiale dall'estero.

Prove per ridurre la produzione di rifiuti http://www.intoscana.it/intoscana/vivere_in_toscana.jsp?id_categoria=5&id=214375&id_sottocategoria=1228&language=it
Prevenzione e riduzione dei rifiuti: la Provincia di Arezzo ci prova
Cutini: «Molteplici saranno gli interventi su tutto il territorio»
A seguito del bando calibrato per centrare gli obiettivi fissati dal Piano regionale di sviluppo (Prs), dal Piano regionale di azione ambientale (Praa) e dalla vigente pianificazione provinciale in tema di gestione dei rifiuti, in particolare per la prevenzione e riduzione all´origine, la provincia di Arezzo rende noti proponenti e progetti accolti. «Molteplici saranno gli interventi su tutto il territorio e tutti mirati all´ottenimento di un alleggerimento della produzione di rifiuti all´origine – ha sottolineato l´assessore all´ambiente Andrea Cutini – Si parla, secondo le stime, di una riduzione di 1000 tonnellate l´anno». I progetti in particolare riguardano: azioni per la riduzione della produzione rifiuti nelle mense pubbliche; azioni nella promozione dell´incontro tra domanda e offerta di servizi di riparazione, scambio e vendita di articoli usati, noleggio e servizi di ricarica; installazione di fontanelle per la distribuzione di acqua di alta qualità a consumo libero per l´utenza; distribuzione di composter domestici (che però non riducono affatto i rifiuti, ndr); riduzione della produzione dei rifiuti in sede di attività commerciali. Le proposte progettuali sono state effettuate da amministrazioni comunali (comuni di Pergine Valdarno, Bucine, Laterina, Castiglion Fiorentino, Castelfranco di Sopra, Arezzo) e aziende di servizi (Casentino servizi, Aisa, Nuove acque, Centro servizi ambiente). «Con tutti gli enti responsabili dei progetti, verranno stipulate specifiche convenzioni per disciplinare l´impegno assunto dai vari soggetti, e garantire la prosecuzione nel tempo come previsto nei progetti», ha concluso Patrizio Lucci dell´ufficio ambiente e territorio della provincia. Intanto il territorio aretino si sta muovendo con microazioni finalizzate anche al recupero e riutilizzo di materiali. Dopo l´iniziativa sui computer, su proposta di Arezzo Factory, Centro giovani e adolescenti (E-mail
info@arezzofactory.org), a breve avrà inizio il laboratorio gratuito ¨Otra Vez!¨. Lo scopo dell´iniziativa è quello di suggerire un adeguato recupero di materiali che possono sembrare inutili e privi di un valido utilizzo e che invece possono trovare nuova vita.

7 marzo: Rifiuti in fiamme a Manfredonia http://www.manfredonia.net/2/1/0/11016
Rifiuti in fiamme - In una discarica a cielo aperto individuata a ridosso della Gozzini. Fenomeno in crescita nonostante l'intensificazione dei controlli - di Anna Maria Vitulano
I cumuli di rifiuti, abbandonati in aree che si trasformano in vere e proprie discariche a cielo aperto, sono una prerogativa delle periferie di ogni città. Manfredonia, ovviamente, non fa eccezione. Alle numerose segnalazioni dei cittadini si aggiungono le discariche scoperte ad opera delle forze dell’ordine e di polizia che, pur procedendo con denunce ed elevazione di verbali, ottengono risultati abbastanza deludenti rispetto alle proporzioni di un fenomeno alimentato dal sempre più diffuso malcostume di gettare via e liberarsi, senza molti scrupoli, di materiale di risulta proveniente da demolizioni e costruzioni edilizie, oggetti e beni di uso domestico ma anche rifiuti solidi urbani e rifiuti speciali. In un’area non edificata compresa tra le case del secondo piano di zona e i nuovi edifici della Gozzini, è stata individuata l’ultima, in ordine di tempo, discarica abusiva nella quale si è peraltro sviluppato un pericoloso incendio. Il 13 febbraio scorso la Guardia di Finanza di Manfredonia, nel corso di specifici controlli, aveva posto sotto sequestro un’area di circa 1600 metri quadri in località Posta del Fosso, abusivamente adibita a deposito di materiale ferroso e plastico e di scarti industriali. Dall’inizio dell’anno le fiamme gialle, all’esito di cinque distinte operazioni finalizzate alla salvaguardia dell’ambiente e tutela della salute pubblica, avevano già complessivamente sequestrato 362mila metri quadrati di terreno e denunciato all’autorità giudiziaria 6 persone.

Il riciclo, una scelta etica http://www.rovigooggi.it/articolo/2009-03-07/riciclare-fa-rima-con-risparmiare/
L'ingegnere di Asm Rovigo Giuseppe Romanello spiega perché riciclare conviene. Una scelta etica che fa leva sulla coscienza di ogni cittadino. Rovigo è tra i primi 10 capoluoghi di provincia chiamati "ricicloni"
Rovigo - Riciclare, si sa, fa bene all’ambiente e al portafoglio. Ogni cittadino dovrebbe essere sensibile al problema, visti i vantaggi che ne trae. Riutilizzando i materiali si risparmia due volte - I motivi li spiega l’ingegnere Giuseppe Romanello, direttore della divisione ambiente di Asm Rovigo: “Non potendo ridurre i rifiuti a zero, l’alternativa più realistica sta nel farne arrivare la minor quantità possibile alla discarica, il cui uso per il rifiuto indifferenziato deve essere assolutamente evitato”. Prosegue Romanello: “La discarica occupa uno spazio che potrebbe essere usato per altri scopi, consuma territorio utile”. Non bisogna trascurare, poi, la dimensione importante del recupero del valore della materia. Per ciò che riguarda il riutilizzo di materiali quali ad esempio l’alluminio, il vantaggio sta nei costi: recuperare materiali già in uso prevede una filiera produttiva decisamente accorciata rispetto all’estrazione di materiale grezzo. Il processo di riciclaggio di carta e cartone, invece, permette di risparmiare in termini di acqua ed energia; inoltre, evita il disboscamento, o la coltivazione di boschi volti alla produzione di carta vergine, con un notevole recupero di territorio. “Tutto questo - chiosa Romanello - va a riflettersi su un altro aspetto importante: il minore consumo di energia non solo consente di risparmiare, ma riduce le emissioni di CO2, estremamente nocive alla salute”. Bollette ribassate - Il ritorno economico derivante dall’impegno a differenziare e riciclare è l’altro aspetto rilevante, che va a ricadere sui prodotti che acquistiamo. La filiera più corta prevista dalla produzione di beni da materiale riciclato ha costi inferiori rispetto a quella più lunga che ha inizio dal reperimento di materie nuove. E poi c’è la bolletta dei rifiuti. “Il mantenimento di una discarica ha dei costi elevati - afferma Romanello - che vanno a riflettersi sulla Tia (Tariffa igiene ambientale) e sulle ecotasse”. Pertanto, più si ricicla, più si abbassano tali ecotasse, e la bolletta dei cittadini si alleggerisce. Pertanto, la filiera di riciclaggio di qualsiasi materiale ha valori positivi, anche per quanto riguarda i rifiuti pericolosi grazie ad una normativa europea che da un anno ne impone il riciclaggio. I costi dello smaltimento vengono accollati al produttore che, in parte, li ammortizza al momento dell’acquisto del bene: in questo modo, per essere competitivo è in una certa misura “obbligato” a produrre articoli meno impattanti (è il caso dei frigoriferi, ad esempio, o delle batterie per auto). Rovigo “riciclona” - Per quanto riguarda la nostra città la situazione risulta positiva, stando alle parole di Romanello: “Le famiglie hanno visto abbassarsi la tariffa relativa ai rifiuti in questi ultimi due anni, e per il 2009 la proposta rivolta da Asm al Comune è di mantenerla uguale”. Il dato da ricordare: la bolletta per ogni famiglia è calata del 12,5% rispetto al 2004, dato imputabile all’economia di spesa derivante dalla raccolta differenziata. “Questa dato - spiega Romanello - ha permesso a Rovigo di assestarsi in testa alla classifica dei 105 capoluoghi italiani che più ha ridotto la Tia in 5 anni, secondo un rapporto del Centro Studi Nazionale Uil, passando dal 33 al 56% dei rifiuti riciclati”. Effetti della crisi sulla gestione rifiuti - Incentivata anche dalle iniziative mirate a favorire comportamenti “ecosostenibili”, Rovigo risulta insomma una città virtuosa, nonostante gli effetti della crisi globale abbiano investito anche il settore rifiuti. Il problema è che le cosiddette «materie prime seconde», come carta, plastica e vetro riciclati a causa della crisi hanno visto le proprie quotazioni crollare in modo disastroso: “Si avverte il rischio di tracollo del sistema - commenta Romanello - per questo il Conai (padre di tutti i consorzi di riciclaggio italiani) ha elaborato dei corrispettivi del 20 - 30% più bassi rispetto all’anno scorso”. Conclude Romanello, minimizzando: “Resta comunque da verificare se la crisi sia passeggera o persisterà sul lungo periodo”. Il consiglio degli esperti è quello di continuare sulla linea intrapresa dai cittadini finora: gli effetti della crisi non saranno mai sconvenienti e controproducenti quanto buttare tutti i rifiuti in discarica. Elisa Barion

DIRITTO: La Corte Costituzionale interviene in tema di rapporti tra competenze nazionali e regionali in materia di rifiuti http://www.professionisti24.ilsole24ore.com/art/Professionisti24/Ambiente-e-Sicurezza/2009/0603CortCOst.shtml?uuid=3b9040fa-0a5a-11de-8220-445edc903c06&DocRulesView=Libero
Rifiuti: tutela "adeguata e non riducibile" dello Stato.
La Corte Costituzionale è intervenuta ancora una volta in tema di rapporti tra competenze nazionali e regionali in materia ambientale, riferendosi, in particolare, alla disciplina dei rifiuti. In linea generale è stato ribadito che "la dizione, secondo la quale, in materia di tutela dell'ambiente, lo Stato stabilisce "standard minimi di tutela" va intesa nel senso che lo Stato assicura una tutela "adeguata e non riducibile" dell'ambiente."
Conseguentemente nulla toglie che, le fonti regionali, nell'ambito delle loro competenze e salvo il rispetto della normativa statale di tutela dell'ambiente, possono stabilire livelli di tutela più elevati (in materia di tutela della salute, di governo del territorio, di valorizzazione dei beni ambientali, etc.).
Ma, prosegue la Corte con una importante precisazione, il raggiungimento di livelli di tutela più elevati finisce con l'incidere sul bene materiale ambiente, ma al fine non di tutelare l'ambiente, già salvaguardato dalla disciplina statale, bensì di disciplinare adeguatamente gli oggetti delle loro competenze. (Cfr. tra le altre, sentenze Corte Costituzionale - sentenza 6 febbraio 2009 n. 30.)
Sulla base di tali premesse la Corte Costituzionale, con la sentenza in commento, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 14, commi 1, 2, 3 e 6, della legge della Regione Valle d'Aosta 3 dicembre 2007, n. 31, in quanto tali disposizioni attengono alla stessa definizione di "rifiuto", riguardanti la materia della tutela ambientale affidata alla competenza esclusiva dello Stato, e che non sono riferibili a nessuna altra competenza propriamente regionale né statutaria né desumibile dal combinato disposto degli artt. 117 della Costituzione e 10 della legge costituzionale n. 3 del 2001 .
Inoltre, sotto altro profilo, è stato dichiarato incostituzionale anche il comma 5, nella versione di cui all'art. 64 della legge della Regione Valle d'Aosta n. 5 del 2008, ed il comma 6 dello stesso art. 14, poiché " le disposizioni, sia del comma 5, che riguarda «l'individuazione delle aree di stoccaggio attrezzate» e la loro ubicazione, sia del comma 6, secondo il quale «la realizzazione e l'esercizio delle aree di stoccaggio attrezzate» dei materiali inerti da scavo non sono assoggettate alle procedure autorizzative di cui al d.lgs. n. 152 del 2006, pur rientrando nella competenza statutaria della Regione in materia di urbanistica, in quanto si riferiscono alla individuazione, ubicazione, realizzazione ed esercizio delle «aree di stoccaggio attrezzate», sono in contrasto con i commi 2 e 3 dello stesso art. 186 del d.lgs. n. 152 del 2006, i quali seguono una nozione più ampia di "rifiuto" ed una disciplina più rigorosa delle «aree di stoccaggio attrezzate», ammettendo "il deposito" dei soli materiali da scavo che abbiano i requisiti di cui al comma 1 dello stesso articolo e per un tempo limitato (secondo i casi: uno o tre anni). Non può certo dirsi in altre parole che la Regione abbia esercitato le sue competenze per fissare limiti più elevati di tutela ambientale." A cura dell'Avv. Antonio Giacalone – Studio legale Rusconi & Partners
Il testo integrale della sentenza è disponibile, per gli abbonati, nella banca dati Codice di Ambiente e Sicurezza.

........................

 http://www.regioni.it:80/mhonarc/details_misc.aspx?id=25669
Rifiuti: sistema fotografato in due Rapport:Legambiente e Osservasalute
(regioni.it) Si occupano di rifiuti due rapporti: il Rapporto di Legambiente e il Rapporto Osservasalute 2008.
E’ ancora emergenza rifiuti al Sud secondo Legambiente. La principale motivazione è ''il clamoroso ritardo impiantistico''. Nel Mezzogiorno sono presenti il 47% delle discariche di tutto il Paese (soltanto il 14% di impianti per compostaggio e il 28% per il trattamento meccanico biologico). E il 54% dei rifiuti viene ancora smaltito in discarica, con il record del 94% in Sicilia.Nella fotografia “Ambiente Italia 2009 - Rifiuti made in Italy" (annuale rapporto di Legambiente sullo stato di salute dell'ambiente), i rifiuti sono come una ''metafora delle politiche ambientali'' italiane. L'anali parte dalle 5 regioni (Calabria, Campania, Lazio, Puglia e Sicilia) commissariate negli ultimi 15 anni (per un costo di 1,8 miliardi). Nel rapporto di Legambiente si evidenzia inoltre che aumenta la produzione di rifiuti urbani (piu' 12% dal 2000 al 2006) e lo smaltimento illecito di quelli speciali (19,7 milioni di tonnellate nel 2005, pari a una montagna con base di 3 ettari e alta 1.970 metri, per un giro d'affari di 4,5 miliardi all'anno).
Ma non esiste solo il nero. C'è anche il bianco nelle zone d'ombra, esistono i colori delle buone pratiche e delle eccellenze. Per Legambiente ecco quindi anche una fotografia di ciò che funziona: 1.081 comuni (nel 2007) oltre l'obiettivo del 40% di raccolta differenziata, regioni del nord all'avanguardia, 118 comuni campani oltre il 40% di differenziata (Salerno arriva all'80%). Bene, i consorzi per il recupero dei rifiuti (1,2 milioni di tonnellate di compost) con il record del 90% nella raccolta di batterie e oli esausti. Mentre per il Rapporto “Osservasalute 2008” è la Lombardia la Regione italiana con la migliore gestione dei rifiuti solidi urbani. Si tratta in particolare di un'analisi dello stato di salute della popolazione e della qualita' dell'assistenza sanitaria nelle Regioni italiane.''Tra i numerosi fattori che influenzano la salute umana - afferma il rapporto Osservasalute - c'è sicuramente l'ambiente. Quindi all'interno di un'analisi legata soprattutto al vaglio dei parametri del sistema sanitario nazionale, in modo significativo è stata sottolineata l'importanza primaria dell'impatto ambientale sulla salute. La Lombardia e' promossa per la migliore gestione dei rifiuti: infatti per quanto nel 2006 risulti avere una produzione pro capite di rifiuti solidi urbani pari a 518 Kg per abitante (contro un valore medio nazionale di 550), e nonostante insieme al Lazio (10,3%) la Lombardia (15,2%) generi un quarto della produzione totale nazionale di rifiuti, mantiene il primato virtuoso di Regione che smaltisce in discarica la percentuale inferiore di rifiuti urbani prodotti (solo il 16,5% del totale), mentre con 13 impianti il tasso di incenerimento ha raggiunto il 39%. Per quanto riguarda la raccolta differenziata - si legge - col 43,6% dei rifiuti avviati alla raccolta differenziata la Lombardia si colloca sopra l'obiettivo fissato dalla normativa per il 2007''.( gs /030309)
.....................
http://it.notizie.yahoo.com/4/20090303/tso-oitlr-rapporto-legambiente-italia200-89ec962.html
Legambiente: mobilità e rifiuti ancora punti deboli Italia
Il 54% dei rifiuti urbani in Italia finisce ancora in discarica, mentre la produzione nazionale di immondizia continua a crescere, e il 74% delle merci circolano ancora su gomma. E anche se le emissioni a effetto serra italiane sono diminuite dell'1,7% - grazie alle temperature invernali più miti e al rallentamento della crescita economica - la situazione ambientale della Penisola resta "critica". Continua a leggere questa notizia
Lo afferma Legambiente, una delle principali associazioni ambientaliste italiane, nel suo rapporto annuale, quest'anno dedicata in particolare ai rifiuti.
"Dal punto di vista più strettamente ambientale, il vero punto dolente rimane la mobilità - dice il comunicato che accompagna il volume, presentato oggi a Roma - sia gli spostamenti personali che quelli delle merci, si svolgono in larga parte su strada (74% del totale per il trasporto delle merci). Il trasporto pubblico segna una ripresa insignificante rispetto agli altri paesi europei e se pure sono aumentate le piste ciclabili, non ci sono stati passi avanti rispetto al loro uso negli spostamenti quotidiani necessari ma solo per l'aspetto ludico".Il parco veicoli italiano, dice il Rapporto - che cita in gran parte dati del 2007 - è enorme, ma almeno è uno di quelli a minore emissione di anidride carbonica ("146 grammi per chilometro contro una media europea di 158"). Anche se polveri sottili e ossidi di azoto, due sostanze pericolose per la salute prodotti dai veicoli, superano quasi giornalmente i limiti, soprattutto a Roma e in Emilia, Lombardia e Piemonte."Calano, per la prima volta, le emissioni di gas climalteranti (del -1,7%)", rileva Legambiente, spiegando che ciò non sarebbe avvenuto però per le "politiche messe in campo" nella lotta all'effetto serra, ma per "effetto della combinazione tra bassa crescita economica e alte temperature invernali che determinano minori consumi energetici per usi civili".
L'Italia, dicono gli ambientalisti, resta comunque il terzo paese d'Europa per emissioni di Co2, ed deve ancora ridurre del 17,5% la produzione di inquinanti per riuscire a raggiungere gli obiettivi previsti per il 2012 dal Trattato di Kyoto.
OLTRE META' DEI RIFIUTI ANCORA IN DISCARICA
Per quanto riguarda il rifiuti, i numeri di Legambiente dicono che "l'emergenza rifiuti non è ancora risolta, soprattutto nel Centro Sud".
"Il 54% dei rifiuti urbani in Italia viene ancora smaltito in discarica, con il record della Sicilia che raggiunge la percentuale del 94%".
Tra il 2000 e il 2006, la produzione nazionale di rifiuti è aumentata del 12%, e preoccupa anche "il fenomeno degli smaltimenti illeciti di quelli speciali (19,7 milioni di tonnellate nel solo 2005, dice il Rapporto).
Per contrastare l'emergenza-rifiuti, Legambiente avanza diverse proposte, a partire dall'aumento del costo di smaltimento in discarica - per rendere più vantaggioso economicamente il riciclaggio - e dell'incremento delle "raccolte differenziate domiciliari".
Tra i dati positivi, invece, il Rapporto segnala in particolare l'aumento delle superfici agricole destinate al biologico (oltre 1 milione e 150mila ettari nel 2007) e dei prodotti con marchio "ecolabel".
.....................................

Trani: richiesta di termovalorizzatore
http://www.traniweb.it/trani/informa/9083.html
Rifiuti, Laurora ripropone il termovalorizzatore domenica 1 marzo 2009
Emergenza a Trani, il consigliere regionale chiede a Vendola di ripensarci  
«Non c’è più tempo da perdere. Sulla gestione dei rifiuti il governo regionale continua a commettere dei gravi errori e non si accorge della grave emergenza rifiuti in atto. Il presidente Vendola deve firmare i contratti con le società che si sono aggiudicate le gare bandite dall’ex commissario per l’emergenza rifiuti per la costruzione dei termovalorizzatori, in primis quello di Trani, dove da lunedì arriveranno i rifiuti dell’intero bacino Ba/4».
Il vice presidente del gruppo dell’Unione di Centro alla Regione Puglia, Carlo Laurora, preannuncia un’interrogazione sulla vicenda. «La città di Trani non si tirerà indietro e non farà barricate», prosegue il consigliere regionale tranese riferendosi all’ordinanza della Provincia di Bari con cui viene disposto lo smaltimento dei rifiuti del bacino Ba/4 esclusivamente nell’impianto tranese, dove già vengono conferiti i rifiuti di tutti i comuni del bacino Ba/1.
«Lo dissi quando si ipotizzò l’utilizzo della discarica pubblica tranese per ospitare i rifiuti del sud Salento, lo ribadisco ora con l’emergenza in provincia di Bari dopo l’indisponibilità delle discariche di Giovinazzo e Conversano ad ospitare i rifiuti dell’area murgiana. Tra tre settimane, però, l’impianto di Trani sarà esaurito: cosa accadrà a quel punto? Quale altra soluzione sarà individuata?».
Secondo Laurora l’ampliamento, già autorizzato, della discarica di Trani può rappresentare una soluzione a breve termine, ma non certo in prospettiva. «La Puglia ha bisogno di termovalorizzatori. Se non si capisce questo vuol dire che l’emergenza in Campania non ha insegnato nulla. Trani è pronta ad ospitare un impianto all’avanguardia, con una tecnologia consolidata, in grado di garantire costi contenuti, decisamente al di sotto di quelli praticati da altre strutture già operative in Puglia, e in grado di assicurare prestazioni ambientali tra le migliori d’Europa (con emissioni vicine allo zero). Vendola autorizzi il termovalorizzatore a Trani: è l’unico modo per chiudere il ciclo dei rifiuti».
..................
Cambiare cultura per creare un percorso di riciclo
http://www.ilfaroonline.it/fiumicino.php?id=451
2009-03-01 17:11 Rifiuti, cambiare cultura per creare un percorso di riciclo
L'imprenditrice veneta Carla Poli al convegno organizzato a Fiumicino 
Il Faro on line – “I rifiuti altro non sono che materiali. Bisogna partire da un cambiamento culturale, per creare un percorso di riciclo”. E’ in questo concetto che si può riassumere il contropiano sui rifiuti, proposto nell’ambito di convegni organizzati per la campagna pubblica “Non bruciamoci il futuro”, che ha fatto tappa a Fiumicino. E ad esprimerlo non è il solito guru di passaggio, ma Carla Poli, imprenditrice veneta, che di questa filosofia ne ha fatto un’arte. A Vedelago – paese in provincia di Treviso, che conta 16.000 anime – sorge infatti un centro di riciclo rivoluzionario (www.centroriciclo.com). Talmente nuovo, che viene richiesto anche all’estero, per risolvere il globale problema dei rifiuti. “Con un investimento di 5.500.000 di euro – prosegue Carla Poli – siamo riusciti a creare questo centro di riciclo, che ha come fine principale quello di rimettere nel ciclo produttivo i materiali. Nel 2008 siamo arrivati ad uno scarto di appena il 3%. Il ciclo di gestione inoltre, viene finanziato completamente attraverso il Conai, consorzio nato proprio per questo fine. Per i comuni ci sarebbe un duplice vantaggio: il conferimento a costo zero in discarica, sia per il trasporto, sia per lo smaltimento, liberando risorse pubbliche”.
I tempi per mettere in funzione un centro di smaltimento con queste funzionalità, sono brevissimi. In 6 mesi ed un investimento minimo, è possibile fare fronte al problema dei rifiuti, anche in situazioni di emergenza. Contro i 4-5 anni di un inceneritore e i suoi 200.000.000 di euro. E’ la raccolta differenziata porta a porta, che fa da input a tutto il ciclo. La Poli fa un esempio eclatante: “In Sardegna, in soli tre mesi, siamo riusciti a raggiungere il 30% di materiale riciclato, contro il 6% iniziale”.
Massimo Piras, portavoce della campagna pubblica, ricorda anche l’esempio di Roma e Napoli, dove il progetto della raccolta porta a porta, è partito in via sperimentale: “Si è riusciti, contro ogni previsione, ad arrivare al 65%. Tra poco entrerà in funzione l’impianto di riciclo di Colleferro, ma non riuscirà a far fronte ai bisogni dell’intera regione. Se il decreto 152 del 2006, prevedeva il 45% di recupero entro il 2008, e il 65% entro il 2012, ci fa pensare che se si continua a perseguire la logica dell’incenerimento, questi obiettivi non saranno mai raggiunti”.
L’incenerimento è una delle beghe principali, che contrappone ambientalisti, ad imprenditori ed amministrazioni compiacenti. L’ing. Piergiorgio Rosso, esperto di sistemi industriali, fa un esempio tanto semplice quanto efficace: “Da 1.000 Kg di rifiuti inceneriti, ottengo 21.000 Kg di fumi. L’imprenditore che gestisce l’impianto, utilizzando i contributi del Cip6 – il 7% pagato in più sulle utenze elettriche, destinato alle energie rinnovabili – perché si ritiene, che l’energia prodotta dall’inceneritore sia rinnovabile. La realtà è che è molto costosa e altamente inquinante, perché produce un granulato, che con molta probabilità contiene diossine. Poiché il Cdr che viene utilizzato nella combustione, è fatto di plastiche, carta e metalli. Il gassificatore di Malagrotta – ricorda in conclusione l’ing. Rosso – ha un permesso temporaneo per operare. L’Arpa, fortunatamente sensibile a questo tema, vuole vigilare sulla effettiva composizione del granulato”.Stefania Carlucci
.....................
Il ciclo dei rifiuti, dalla fiducia perduta agli alibi
http://lanazione.ilsole24ore.com/laspezia/2009/02/28/154788-ciclo_rifiuti_dalla_fiducia_perduta_agli_alibi.shtml
Il ciclo dei rifiuti, dalla fiducia perduta agli alibi
Un cittadino di Copenaghen, intervistato da Rai3 davanti alla Sirenetta, con sullo sfondo volutamente inquadrato un forno inceneritore, reagì contrariato alla domanda se avesse timori per la sua salute? Il punto di Enzo Millepiedi
La Spezia, 1 marzo 2009 - Un cittadino di Copenaghen, intervistato da Rai3 davanti alla Sirenetta, con sullo sfondo volutamente inquadrato un forno inceneritore, reagì contrariato alla domanda se avesse timori per la sua salute? Vuole che i nostri amministratori — rispose stupito — facciano qualcosa che ci danneggi?Questione di fiducia. Chi l’ha via via perduta per incapacità, pasticci, furbizie, promesse non mantenute, scelte di scarsa qualità o altro, non è creduto a prescindere. Se non si riparte da qui sarà impossibile dare risposte vere al problema dei rifiuti smaltiti in discariche, in forni o con altre tecnologie. La raccolta differenziata, che è un fatto di civiltà, più è spinta e più è benedetta.
Alla Spezia dicono che si è arrivati al 20-25 per cento e a sognare il 50-60 per cento. Con quali risorse? Non si sa. A Modena quando la raccolta subì una contrazione, investirono 2 milioni di euro in una massiccia campagna di comunicazione per riportare la città in quota. A proposito di fiducia: se si assicura che la soluzione finale è a portata di mano e si resta in mezzo al guado, neppure gli alibi reggono più.
Buona domenica. Enzo Millepiedi
....................
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=782728
Rifiuti hi-tech, botta e risposta Prestigiacomo-Greenpeace
Roma, 27 feb (Velino) - Botta e risposta tra l’associazione ambientalista Greenpeace e il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. Al centro della querelle il decreto che impone il ritiro dei vecchi prodotti hi-tech da parte della distribuzione al momento dell'acquisto di un nuovo articolo. Secondo l’associazione ambientalista “domani, 28 febbraio 2009, segna un anno di ritardo nell'emanazione” del decreto semplificazioni, in attuazione della legge D.Lgs 151/2005 che avrebbe dovuto imporre le nuove regole e di “sette anni complessivi rispetto alla tabella di marcia dell'Ue”. Per questo l’associazione si è fatta promotrice di una petizione on-line, per denunciare “una situazione di illegalità di fatto” e per chiedere al ministri di “svegliarsi”. Pronta la replica del ministro: “Greenpeace cerca pubblicità a basso costo e scatena una tempesta in un bicchier d’acqua. Infatti in Italia, già da tempo, tutte le case produttrici raccolgono e riciclano i rifiuti elettrici ed elettronici attraverso un sistema pro-quota. Ciascuno, cioè, deve recuperare una quantità uguale a quella che ha immesso, anche di marche differenti. Questo sistema è basato sul lavoro di oltre 15 consorzi che procedono a pieno regime”.

Secondo la Prestigiacomo “il sistema italiano è pronto ad avviare tutto l’iter di perfezionamento della raccolta non appena la Commissione europea, con una decisione ancora ferma a Bruxelles, sbloccherà la cosiddetta ‘marcatura’ degli elettrodomestici. Che consiste in un codice di identificazione del produttore da applicare su ogni singolo prodotto elettrico o elettronico per consentire a ogni impresa di raccogliere le proprie apparecchiature. A quel punto i consumatori saranno più garantiti, ma già oggi sono assistiti da una rete efficace sulla quale il ministero dell’Ambiente conduce una vigilanza assidua. E Greenpeace invece di raccontare favole e raccogliere firme potrebbe cominciare a dire la verità ai suoi associati: questo governo fa molto per l’ecologia, mentre il fondamentalismo fa male all’ambiente”, ha concluso la Prestigiacomo.(asp) 27 feb 2009 19:04

http://www.teleradioerre.it/news/articolo.asp?idart=42378
FOGGIA, giovedì 26 febbraio 2009 - ORE 19.01
Rifiuti nord Gargano: Regione valuta ampliamento sito Vieste
Scongiurata, almeno per i prossimi dieci giorni, l'emergenza rifiuti nei comuni del Nord del Gargano. Questo l'esito del vertice tenutosi questa mattina in Prefettura a Foggia al quale ha preso parte l'assessore regionale all'ambiente Michele Lo Sappio. Un tavolo tecnico convocato all'indomani dell'annuncio della prossima chiusura della discarica di Vieste, divenuta ormai satura. Il sito, che dal 1994 accogli i rifiuti degli otto comuni garganici, ha autonomia fino alla prima decade di marzo, così come annunciato dallo stesso sindaco Ersilia Nobile. Per scongiurare il peggio l'amministrazione comunale ha presentato un progetto preliminare di ampliamento della capacità volumetrica residua della discarica esistente di circa 40mila metri cubi. Ora la Regione Puglia dovrà valutare il progetto proposto dall'Ato Fg 1 sia sotto l'aspetto amministrativo che sotto l'economico. Intanto proprio l'Ato Foggia 1, presieduto da Ersilia Nobile, attende dall'Ente di Capruzzi un finanziamento di 6 milioni di euro dei quali una metà da destinarsi al progetto di ampliamento del sito esistente, la rimanente parte, invece, da utilizzare per la realizzazione di un impianto di compostaggio. Non si esclude, però, che trascorsi i dieci giorni, l'amministrazione provinciale potrebbe emettere ordinanza d'urgenza di proroga del conferimento dei rifiuti nella discarica viestana o, in caso estremo, in quella di Deliceto. Al tavolo tecnico si è discusso anche del progetto di realizzazione di un altro sito di smaltimento nel comune di San Nicandro Garganico. Attualmente il progetto è in fase di discussione nei forum ambientali; fino ad oggi sono 4 i siti individuati. Stamani proprio il primo cittadino Costantino Squeo ha assicurato che entro la fine di marzo sarà individuato il punto dove realizzare la nuova discarica.
Tatiana Bellizzi

campagna smaltimento rifiuti ettronici http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=107871  Roma | 23 febbraio 2009
Greenpeace invita a scrivere al ministro per la gestione dei rifiuti elettonici
Greenpeace Italia lancia oggi il primo sito su "Elettronica verde" e promuove una petizione on-line, al ministro dell'Ambiente, On. Stefania Prestigiacomo, per far partire definitivamente il sistema di raccolta dei rifiuti hi-tech in Italia. In Italia la gestione dei rifiuti elettronici – pericolosi e in più rapida crescita - è ferma. A causa di lobby industriali, cambiamenti politici ai vertici e un complicato iter legislativo, l'Italia si ritrova con un sistema non ancora entrato a regime, nonostante le direttive europee a riguardo siano del 2002.
"Un problema, quello della mala gestione dei rifiuti tecnologici, che può essere risolto seguendo due strade. – Spiega Vittoria Polidori, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace. - In primis, le aziende si devono impegnare a gestire l'intero ciclo di vita dei propri prodotti, anche quando diventano rifiuti. E poi i governi devono fare la loro parte." E' solo della settimana scorsa, l'ultimo scandalo denunciato da Greenpeace, insieme a Sky television, di un traffico illegale di rifiuti pericolosi dalla Gran Bretagna alla Nigeria. Per l'occasione, Greenpeace invita i cybernauti anche a fotografare rifiuti elettronici sparsi ovunque sul proprio territorio. Una foto-denuncia che servirà a rafforzare la richiesta avanzata al ministro dell'Ambiente di emanare subito i decreti attuativi mancanti per far decollare – quanto prima - il sistema di gestione di questi pericolosi rifiuti."L'adozione di produzioni più pulite e di comportamenti responsabili da parte delle multinazionali, insieme all'attuazione delle leggi e dei necessari controlli – spiega Polidori- renderà questo comparto industriale, oltre che remunerativo, anche tra i più sostenibili." per inviare foto denuncia
http://www.greenpeace.it/elettronicaverde/invia.php
...........................
http://www.greenreport.it/contenuti/leggi.php?id_cont=18158
23/02/2009 Commissione d´inchiesta sui rifiuti, repetita iuvant?
LIVORNO. Anche la XVI legislatura avrà la sua Commissione d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti. Arrivata a compimento dopo una discussione durata diversi mesi, la legge d’istituzione di questa commissione, di cui il primo presidente fu Massimo Scalia, è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale e quindi sarà presto operativa. A patto che si trovi l’accordo su chi la dovrà presiedere, tra i 24 parlamentari che ne faranno parte. L´organismo avrà il compito di svolgere indagini per fare luce sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, sulle organizzazioni coinvolte o collegate, sui loro assetti societari e sul ruolo svolto dalla criminalità organizzata sulla filiera, con un particolare riferimento alle associazioni di mafia e camorra, cui si applicano gli articoli 416 e 416-bis del codice penale. Le indagini dovranno essere finalizzate anche ad individuare le connessioni tra le attività illecite nel settore dei rifiuti con altre attività economiche, con particolare riguardo al traffico dei rifiuti tra le diverse regioni d’Italia e verso altre nazioni. Spetta poi alla Commissione il compito di verificare l´eventuale sussistenza di comportamenti illeciti da parte della pubblica amministrazione centrale e periferica e dei soggetti pubblici o privati operanti nella gestione del ciclo dei rifiuti, anche in riferimento alle modalità di gestione dei servizi di smaltimento da parte degli enti locali e ai relativi sistemi di affidamento. Altro compito che le viene affidato è quello di svolgere un’azione di verifica sull´eventuale sussistenza di attività illecite relative ai siti inquinati nel territorio nazionale. Dovrà inoltre vigilare sulla corretta attuazione della normativa in materia di gestione dei rifiuti pericolosi e della loro puntuale e precisa caratterizzazione e classificazione e svolgere indagini per accertare eventuali illegalità connesse a tale gestione. La Commissione potrà procedere alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni ell´autorità giudiziaria e dovrà riferire al Parlamento con cadenza annuale e, comunque, al termine dei suoi lavori; le relazioni potranno anche essere generali e presentate ogni qualvolta se ne ravvisi la necessità. Dalla prima Commissione istituita nel 1997 e presieduta da Scalia, praticamente ogni legislatura ha nominato una tale commissione, segno da una parte che ancora è molto il lavoro da fare, in particolare sul settore dei rifiuti industriali, dall’altro che a fronte di quanto è emerso dalle indagini condotte nelle legislature precedenti non si è operato poi (o non lo si è fatto nella misura giusta) nella direzione utile a dare gli strumenti necessari alla filiera della gestione dei rifiuti e a chi ne deve operare i controlli, per uscire dalle tante zone d’ombra che ancora la caratterizzano.Il traffico illecito dei rifiuti e la presenza di fenomeni d’illegalità nel ciclo di gestione è infatti un problema del tutto reale, come è testimoniato anche dai continui interventi svolti dalle forze dell’ordine. Ma è velleitario pensare di risolvere il problema agendo solo con interventi di repressione, seppur necessari laddove si riscontra illegalità. A fianco questi, su cui è corretto intervenire anche con un inasprimento delle pene adeguando l’attuale ordinamento e inserendo i delitti ambientali nel Codice penale, sarebbe infatti assolutamente necessario far tesoro delle risultanze delle indagini della Commissione d’inchiesta, così come dei dati che si rilevano su scala di molte regioni. E quindi dare forza alla chiusura dei cicli di gestione dei rifiuti, ed in particolare a quelli che provengono dal sistema produttivo. Questo si può fare agendo sia dal lato delle certezza delle norme, che invece subiscono un continuo rimaneggiamento che dà alibi ai sistemi inerziali, sia agendo dal lato delle pianificazioni, facendo sì che queste vengano intanto portate a termine ma soprattutto che vengano realizzate le previsioni in esse contenute. In altre parole rompendo il circuito vizioso che in assenza di risposte concrete al sistema lo fa andare verso la deriva dell’illegalità.
...................................

23/02/2009 BUONI ESEMPI ARMA, ECOFESTE = MENO RIFIUTI
http://www.parmadaily.it/Notizie/Dettaglio.aspx?pda=CTT&pdi=19536
Meno rifiuti nelle feste del parmense - Si è aperto il bando provinciale per le Ecofeste. Domande entro il 10 aprile.
Promuovere una gestione corretta e sostenibile dei rifiuti durante la tante feste e sagre paesane che si tengono ogni estate nella provincia di Parma: questo l’obiettivo del bando provinciale per le Ecofeste, giunto alla settima edizione. Il contributo complessivo stanziato dalla Provincia alle feste del Parmense che praticano azioni di riduzione dei rifiuti è di 10mila euro, il cofinanziamento provinciale non potrà essere superiore a 2.500 euro per ogni festa. Saranno ammesse alla graduatoria per la concessione dei finanziamenti le feste che hanno acquisito il marchio provinciale “Ecofesta 2009”, che si svolgono dal 20 giugno 2009 al 30 novembre 2009 nel Parmense e che prevedono un intervento di riduzione di rifiuti, come l’acquisto o il noleggio di lavastoviglie o di posate riutilizzabili. Le Ecofeste hanno permesso negli anni di modificare l’impatto ambientale di molte iniziative del territorio: feste in cui non si trova solo buona cucina e divertimento ma dove c’è grande attenzione per evitare gli sprechi, produrre meno rifiuti e conseguentemente inquinare meno. Possono avere il certificato di “Ecofesta” le iniziative che garantiscono azioni per una corretta riduzione degli sprechi, che attuano quindi la raccolta differenziata di plastica, vetro, carta e lattine, che separano gli oli di frittura e che adottano accorgimenti per ridurre i rifiuti. “L’obiettivo è quello di ridurre l’impatto di questi appuntamenti e di favorire l’educazione ambientale - afferma l’assessore provinciale all’Ambiente Giancarlo Castellani -. Le feste rappresentano infatti un importante momento di sensibilizzazione. I cittadini che partecipano potranno vedere come si possono ridurre i rifiuti e come basti poco per dare una mano all’ambiente: in questo modo quando torneranno nelle loro case saranno invogliati ad applicare le stesse piccole “regole” preziose”. La domanda per ottenere il finanziamento dovrà essere inviata al Servizio Ambiente della Provincia (piazza della Pace, 1) entro il 10 aprile 2009.
....................................

24 Feb 2009

28 Feb 2009

COMITATO VIGILIAMO PER LA DISCARICA

by wow8221659 @ 05 Mar 2009 08:30 am
8221659 Good news, but I understand nothing. [http://google.com]

by lol4066915 @ 05 Apr 2009 11:34 am
4066915 It is my comment http://kingeltone.kilu.de/gratis-klingelton-ohne.html gratis klingelton ohne
http://kingeltone.kilu.de/klingeltone-downloaden.html klingeltone downloaden
http://kingeltone.kilu.de/gratis-klingeltone.html gratis klingeltone
http://kingeltone.kilu.de/klingeltone-polyphon.html klingeltone polyphon
http://kingeltone.kilu.de/coole-klingeltone.html coole klingeltone
http://kingeltone.kilu.de/gratis-klingeltone-fur-handy.html gratis klingeltone fur handy
http://kingeltone.kilu.de/klingelton-runterladen.html klingelton runterladen
http://kingeltone.kilu.de/klingeltone-per-sms.html klingeltone per sms
http://kingeltone.kilu.de/altes-telefon-klingelton.html altes telefon klingelton
http://kingeltone.kilu.de/samsung-klingelton.html samsung klingelton
http://kingeltone.kilu.de/fun-klingelton.html fun klingelton
http://kingeltone.kilu.de/nokia-klingeltone.html nokia klingeltone
http://kingeltone.kilu.de/klingelton-forum.html klingelton forum
http://kingeltone.kilu.de/klingeltone-klassik.html klingeltone klassik
http://kingeltone.kilu.de/real-klingelton.html real klingelton
http://kingeltone.kilu.de/klingeltone-motorola.html klingeltone motorola
http://kingeltone.kilu.de/hex-hex-klingelton.html hex hex klingelton
http://kingeltone.kilu.de/klingeltone-handy.html klingeltone handy
http://kingeltone.kilu.de/klingeltone-realtone.html klingeltone realtone
http://kingeltone.kilu.de/musik-klingeltone.html musik klingeltone

by lol1011147 @ 06 Apr 2009 12:36 am
1011147 It is my comment http://kingeltone.kilu.de/handy-klingeltone-ohne-abo.html handy klingeltone ohne abo
http://kingeltone.kilu.de/handyklingeltone.html handyklingeltone
http://kingeltone.kilu.de/klingeltone-charts.html klingeltone charts
http://kingeltone.kilu.de/n73-klingeltone.html n73 klingeltone
http://kingeltone.kilu.de/klingeltone-zum-runterladen.html klingeltone zum runterladen
http://kingeltone.kilu.de/klingeltone-runterladen.html klingeltone runterladen
http://kingeltone.kilu.de/klingeltone-ohne-anmeldung.html klingeltone ohne anmeldung
http://kingeltone.kilu.de/crank-klingelton.html crank klingelton
http://kingeltone.kilu.de/gratis-handy-klingeltone.html gratis handy klingeltone
http://kingeltone.kilu.de/business-klingeltone.html business klingeltone
http://kingeltone.kilu.de/gratis-sms-klingeltone.html gratis sms klingeltone
http://kingeltone.kilu.de/klingelton-abo.html klingelton abo
http://kingeltone.kilu.de/polyphone-klingelton.html polyphone klingelton
http://kingeltone.kilu.de/skype-klingelton.html skype klingelton
http://kingeltone.kilu.de/klingelton-furs-handy.html klingelton furs handy
http://kingeltone.kilu.de/mid-klingeltone.html mid klingeltone
http://kingeltone.kilu.de/klingelton-motorola.html klingelton motorola
http://kingeltone.kilu.de/klingeltone.html klingeltone

by lol8017993 @ 25 Apr 2009 02:06 am
8017993 It is my comment http://mayday78.oxyhost.com/bad-credit-personal-loan-uk.html bad credit personal loan uk
http://mayday78.oxyhost.com/cash-bad-credit-personal-loan.html cash bad credit personal loan
http://mayday78.oxyhost.com/bad-credit-money.html bad credit money
http://mayday78.oxyhost.com/best-military-loans.html best military loans
http://mayday78.oxyhost.com/bad-credit-person-loans.html bad credit person loans
http://mayday78.oxyhost.com/cash-fast-guaranteed-loan.html cash fast guaranteed loan
http://mayday78.oxyhost.com/bankruptcy-personal-loan.html bankruptcy personal loan
http://mayday78.oxyhost.com/cash-advance-loan-payday-internet.html cash advance loan payday internet
http://mayday78.oxyhost.com/best-payday-loans-in.html best payday loans in
http://mayday78.oxyhost.com/car-loan-online.html car loan online
http://mayday78.oxyhost.com/bad-credit-personal-unsecured-loans.html bad credit personal unsecured loans

by lol8603827 @ 25 Apr 2009 10:36 am
8603827 It is my comment http://mayday78.oxyhost.com/cash-advance-loan-no-faxing.html cash advance loan no faxing
http://mayday78.oxyhost.com/bad-credit-personal-loan-company.html bad credit personal loan company
http://mayday78.oxyhost.com/cash-advance-network.html cash advance network
http://mayday78.oxyhost.com/bankruptcy-personal-loans.html bankruptcy personal loans
http://mayday78.oxyhost.com/cash-advance-lender.html cash advance lender
http://mayday78.oxyhost.com/cash-easy-loan-payday.html cash easy loan payday
http://mayday78.oxyhost.com/cash-loan-uk.html cash loan uk
http://mayday78.oxyhost.com/cash-advance-1-hour.html cash advance 1 hour
http://mayday78.oxyhost.com/bad-credit-private-loan.html bad credit private loan
http://mayday78.oxyhost.com/cash-advance-franchise.html cash advance franchise
http://mayday78.oxyhost.com/cash-loan-lenders.html cash loan lenders

by lol8619171 @ 25 Apr 2009 10:37 am
8619171 It is my comment http://mayday78.oxyhost.com/cash-advance-loan-no-faxing.html cash advance loan no faxing
http://mayday78.oxyhost.com/bad-credit-personal-loan-company.html bad credit personal loan company
http://mayday78.oxyhost.com/cash-advance-network.html cash advance network
http://mayday78.oxyhost.com/bankruptcy-personal-loans.html bankruptcy personal loans
http://mayday78.oxyhost.com/cash-advance-lender.html cash advance lender
http://mayday78.oxyhost.com/cash-easy-loan-payday.html cash easy loan payday
http://mayday78.oxyhost.com/cash-loan-uk.html cash loan uk
http://mayday78.oxyhost.com/cash-advance-1-hour.html cash advance 1 hour
http://mayday78.oxyhost.com/bad-credit-private-loan.html bad credit private loan
http://mayday78.oxyhost.com/cash-advance-franchise.html cash advance franchise
http://mayday78.oxyhost.com/cash-loan-lenders.html cash loan lenders

by lol5552172 @ 26 Apr 2009 02:25 am
5552172 It is my comment http://mdpd78.hostse.com/fast-cash-ny.html fast cash ny
http://mdpd78.hostse.com/credit-check-payday-loan-in.html credit check payday loan in
http://mdpd78.hostse.com/fast-payday-loan-application.html fast payday loan application
http://mdpd78.hostse.com/emergency-loans-for-military.html emergency loans for military
http://mdpd78.hostse.com/collateral-personal-loans.html collateral personal loans
http://mdpd78.hostse.com/easy-cash-advance.html easy cash advance
http://mdpd78.hostse.com/dollar-loans-no-credit-check.html dollar loans no credit check
http://mdpd78.hostse.com/fast-cash-no-credit-check.html fast cash no credit check
http://mdpd78.hostse.com/check-cash-advance.html check cash advance
http://mdpd78.hostse.com/fast-and-easy-payday-loan.html fast and easy payday loan

by lol6240087 @ 26 Apr 2009 05:24 am
6240087 It is my comment http://mdpd78.hostse.com/fast-cash-loan-online.html fast cash loan online
http://mdpd78.hostse.com/fast-cash.html fast cash
http://mdpd78.hostse.com/fast-easy-payday-loans.html fast easy payday loans
http://mdpd78.hostse.com/easy-personal-loan.html easy personal loan
http://mdpd78.hostse.com/credit-loan-military-payday.html credit loan military payday
http://mdpd78.hostse.com/credit-check-military-loans.html credit check military loans
http://mdpd78.hostse.com/credit-cards-cash-advance.html credit cards cash advance
http://mdpd78.hostse.com/easy-unsecured-loans.html easy unsecured loans
http://mdpd78.hostse.com/direct-deposit-cash-advance.html direct deposit cash advance
http://mdpd78.hostse.com/fast-cash-pay-day-loan.html fast cash pay day loan

by lol4547605 @ 27 Apr 2009 10:35 pm
4547605 It is my comment http://nyanya.hostse.com/guaranteed-loans-for-military.html guaranteed loans for military
http://nyanya.hostse.com/instant-approval-cash-advance.html instant approval cash advance
http://nyanya.hostse.com/instant-money-loans.html instant money loans
http://nyanya.hostse.com/icici-bank-personal-loan.html icici bank personal loan
http://nyanya.hostse.com/instant-online-loans.html instant online loans
http://nyanya.hostse.com/instant-credit-loan.html instant credit loan
http://nyanya.hostse.com/federal-loans-online.html federal loans online
http://nyanya.hostse.com/instant-on-line-loans.html instant on line loans
http://nyanya.hostse.com/for-a-payday-loan-in.html for a payday loan in
http://nyanya.hostse.com/high-risk-unsecured-personal-loan.html high risk unsecured personal loan