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ARPA: allarme chiusura

denuncia del prof.Assennato e intervista di radiopopolaresalento  
Nella provincia più inquinata d’Italia, a Taranto, i controlli sulle
emissioni di diossine, per cui è stata approvata una legge apposita,
potrebbero saltare.
A denunciarlo è il prof. Giorgio Assennato, direttore dell’Arpa Puglia l’Agenzia regionale di protezione ambientale - durante il convegno
“Brindisi e Taranto - città dei veleni” organizzato dall’Upi (Unione
Provincie Italiane) che si è tenuto nel salone di rappresentanza di
Palazzo di Governo a Taranto.
Sede inadeguata, mancanza di mezzi e di risorse, assunzioni bloccate:
queste le criticità della situazione pugliese, per cui l’Arpa Puglia può contare di soli 18 milioni di euro, a fronte dei 53 milioni di Euro
dell’Arpa Toscana: un grave paradosso.
Le uniche due persone che gestiscono lo spettrometro di massa ad altra
risoluzione di Taranto (la sofisticata apparecchiatura che analizza le
diossine) fra pochi giorni non potranno più lavorare: scade il
contratto. Avevano lavorato tantissimo e con competenza.
A giugno, mese in cui devono partire i controlli periodici della legge
regionale sulla diossina Ilva, il laboratorio sarà bloccato se il
Presidente Nichi Vendola non interverrà.
L'intervista è su
http://www.radiopopolaresalento.it/2009/05/14/lallarme-dellarpa-senza-risorse-non-puo-lavorare
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lettera del Comitato per Taranto al Presidente della Regione N.Vendola  
All'attenzione del  Presidente della Regione Puglia
Nichi Vendola,e della Giunta Regionale
Oggetto: Sullo stato di evidente criticità in cui versa l'Arpa Puglia.
Un appello a sostenere l'Agenzia Regionale, mettendo a                   disposizione più mezzi e risorse.
In occasione del convegno “Brindisi e Taranto- città dei veleni" organizzato dall’Upi (Unione Province Italiane) nelle giornate dal 12 al 14 maggio, il Comitato Per Taranto è venuto a conoscenza delle gravi difficoltà in cui versa l’ARPA.
Lo stesso direttore generale dell’ARPA Puglia dott. Giorgio Assennato ha evidenziato diverse criticità imminenti come la scadenza dei contratti di lavoro, assunzioni bloccate per i vincoli posti dall’ultima finanziaria, scarsità di risorse economiche: solo  18 milioni di euro di cui dispone l’Arpa Puglia a fronte dei 53 milioni di cui può invece disporre l’Arpa Toscana.
La stessa legge regionale sulla diossina che prevede i controlli giornalieri, sia pure nelle sole otto ore diurne è a rischio per l’impossibilità di operare da parte dell’Arpa.
Una città come Taranto gravata da seri problemi ambientali non può permettersi di abbassare la guardia: ce lo impongono le morti e le varie malattie in continuo aumento tra i nostri concittadini.
Il monitoraggio e il controllo sono  indispensabili per prevenire i disastri che sono stati compiuti negli scorsi decenni e che negli ultimi tempi sono emersi facendo conoscere Taranto come la città più inquinata d'Europa.
E' un impegno che la Regione e le istituzioni locali devono assolutamente assumersi per coerenza verso quanto fatto e propagandato finora in termini di prevenzione e lotta all'inquinamento mortale.
Il Comitato per Taranto chiede alla Regione, sapendo che possiede la  sensibilità opportuna per poterlo fare, il massimo impegno possibile dando modo all’ARPA di poter lavorare sul territorio tarantino per poter monitorare tutti gli agenti inquinanti.
Per il Comitato per Taranto
Massimo Ruggieri
Antonietta Podda
Luigi Oliva
Angelo Miccoli
Alessandro Marescotti
Peppe Cicala
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sabato 16 maggio 2009
vertice a Bari tra Assennato,Losappio,Fiore e Manna  

ARPA: Qualcosa si muove?
Arpa Puglia, una corsa contro il tempo
L'agenzia regionale per l'ambiente è a corto di risorse
E’ molto stretto il sentiero per sbloccare i fondi ed evitare che l’Arpa resti a secco di uomini e mezzi. Occorre una legge, una legge regionale. La conseguenza è conosciuta e già oggetto di preoccupati richiami alla Regione: dal direttore dell’Agenzia per l’ambiente Giorgio Assennato al presidente di Peacelink, Alessandro Mare scotti. L’Arpa, senza risorse, dovrebbe rinunciare, dal prossimo mese di luglio, al monitoraggio della diossina dai camini dell’Ilva. La legge regionale per l’abbassamento dei limiti d’emissione si trasformerebbe in una beffa. Fissati limiti più stringenti di emissione - i famosi 2,5 nanogrammi per metro cubo d’aria - non sarebbe possibile azionare lo spettrometro, che consente di capire se l’aggiunta di Urea negli impianti del siderurgico permette di ridurre effettivamente gli agenti inquinanti.
La Regione Puglia vuol trovare una soluzione al delicato problema. Ieri a Bari il direttore dell’Arpa Assennato è stato convocato per un vertice con gli assessori Losappio (Ambiente), Fiore (Sanità) e con il capo di gabinetto della Regione Puglia Manna. La via d’uscita è una legge, o un provvedimento di giunta, che consenta all’Arpa di liberarsi dai vincoli della Legge finanziaria utilizzando così le risorse - due milioni di euro - disponibili, almeno sulla carta, per rinnovare i contratti a tecnici e ricercatori. Non è semplice perché il limite temporale da non superare è il 30 giugno. Dal primo luglio entra in vigore la legge regionale sulla diossina e dovrebbero partire i controlli sulle ciminiere dello stabilimento siderurgico tarantino.
«I due milioni sono insufficienti - spiega il professor Giorgio Assennato - ed erano già stanziati. Ora si “riscoprono”, ma la situazione è difficile. Io mi chiedo perché, in Toscana, l’Arpa dispone di 53 milioni di euro, quasi tutto il budget della sanità toscana. L’Arpa Puglia, nell’anno in cui va bene perché ci sono i progetti, dispone di 32 milioni di euro, altrimenti la cifra scende di molto. Quest’anno le esigue risorse si aggirano intorno ai venti milioni tra denaro dell’assessorato alla Sanità e denaro dell’assessorato all’Ambiente. Ma il vero problema - conclude Assennato - è che la Regione Puglia, nella pianificazione strategica 2007-2013, ha maltrattato l’Arpa, dimenticando le sue necessità e non stanziando un euro per noi». Da questo ha preso le mosse l’incontro di ieri a Bari e le rassicurazioni dei due assessori regionali. E’ una corsa contro il tempo. Di FULVIO COLUCCI (La Gazzetta del Mezzogiorno)
http://comitatopertaranto.blogspot.com:80/2009/05/arpa-qualcosa-si-muove.html
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intervista a A.Marescotti della Gazzetta  
http://comitatopertaranto.blogspot.com/2009/05/qualcuno-sostiene-larpa.html
venerdì 15 maggio 2009
Qualcuno sostiene l'ARPA!
«A Taranto rischiamo lo stop ai controlli sulla diossina»
Marescotti: «L'Arpa è a corto di uomini, da luglio la legge regionale si trasformerà in una beffa»
Alessandro Marescotti, Peacelink è preoccupata. Il direttore dell’Arpa Assennato denuncia la carenza di personale dallo scorso aprile. Perché, secondo voi, l’allarme è serio? «Perché i controlli sulla diossina emessa dai camini Ilva vanno fatti attraverso lo spettrometro. L’apparecchia - tura, acquistata dalla Provincia, viene messa in funzione da due tecnici dell’Arpa: un chimico e un tecnico. Tra pochi giorni i loro contratti a termine scadranno e non saranno rinnovati per mancanza di risorse. Perciò l’allarme di Assennato è serio. Senza spettrometro non sarà possibile verificare se l’addizionamento di urea, attraverso l’impianto costruito dall’Ilva, ha ridotto effettivamente le emissioni portandole ai livelli previsti dalla legge regionale. Così si trasforma in una beffa la stessa legge per la quale sono scesi in piazza migliaia di tarantini».
Ma fu proprio Assennato a dire che l’aiuto sarebbe giunto dall’Ispra, l’organismo tecnico del ministero dell’Ambiente. «L’Ispra non è attrezzato. Ci sono tetti alla spesa pubblica imposti dalla Legge finanziaria di Tremonti e Brunetta. E’ assurdo pensare a vincoli per l’ambiente. L’Arpa è sottodimensionata. Che dice la Regione? Che dice il sindaco Stefàno? Abbiamo parlato con l’assessore provinciale Michele Conserva ed abbiamo fatto presente la grave situazione del laboratorio diossina dell’Arpa di Taranto. Cosa vuole che dica, noi continueremo la nostra battaglia perché Assennato non sia lasciato solo e perché l’Arpa non torni ad essere uno scatolone vuoto, ma occorre l’impegno di tutti».
E le Risorse? «Prima mi faccia dire che bisogna fermare gli sprechi e non porre vincoli ai controlli vitali per la salute e per l’ambiente. Si risparmi sulle missioni dei militari all’estero, sull’acquisto dei bombardieri F 35, non sulle analisi della diossina».
Qualcuno potrebbe chiedere: la Regione Puglia dov’è? «Recentemente si è parlato di due milioni di euro per l’Arpa da parte della Regione. Si è detto: finalmente i soldi assegnati all’Agenzia per l’ambiente. Ma sembra che non sia vero, anzi. L’Arpa si dibatte nelle difficoltà che sappiamo: a corto di uomini e di fondi al punto di non poter rinnovare i contratti. Possiamo dire che la questione dei due milioni di euro è una bufala».
E il presidente Vendola? E l’assessore al Bilancio, il tarantino Michele Pelillo? «Già, Vendola e Pelillo. Chiediamo alla politica di risolvere i problemi e in campagna elettorale di dimostrare la massima serietà».
Come? «C’è un problema di volontà politica? Io dico di sì. In altre regioni l’Arpa riesce a fronteggiare le emergenze, anche quella del personale. Perché in Puglia no? Occorre un tavolo di concertazione che metta insieme gli assessori all’Ambiente, alla Sanità e al Bilancio della Regione. Sì, proprio l’assessore tarantino, l’assessore Pelillo. Ma prima c’è il presidente Vendola. In questi momenti di campagna elettorale bisogna ricordare i problemi e non dimenticarli né agitarli in maniera propagandistica. Rischiamo di vanificare la battaglia fatta, di perdere posizioni acquisite. Ecco perché devono muoversi tutti in maniera corale. E’ impensabile non trovare le risorse per rinnovare i contratti all’Arpa. Così si abbandonerebbe la trincea, si fuggirebbe di fronte al nemico inquinamento...».
...Che però diminuisce. C’entra il calo di produzione all’Ilva? «In questo momento ci sono meno emissioni, è vero. Ma la diossina, come le sostanze radioattive, non è biodegradabile e si accumula nel tempo. Se le emissioni oggi sono cinque volte inferiori rispetto a quelle di un anno fa, sono aumentate, invece, dal 1970 in poi proprio per la logica di accumulo. Di conseguenza è importante avviare il campionamento in continuo della diossina prodotta dai camini dell’Ilva. In questo modo si eviterebbe anche al personale Arpa di lavorare a singhiozzo, una settimana sì e una no, con un enorme spreco di danaro. Il campionamento in continuo costerebbe meno e consentirebbe di vigilare su diossina, mercurio, idrocarburi, pcb e i cosiddetti “transitori”, cioè le disfunzioni degli impianti che producono le “nuvole viola”. Ma l’Ilva, che paga i monitoraggi, preferisce quelli settimanali pure più costosi. Perché?».Fulvio Colucci (La Gazzetta del Mezzogiorno)

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16 May 2009

COMITATO VIGILIAMO PER LA DISCARICA