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news fine estate 2

DIOSSINA: COM.STAMPA E LETTERA DI PEACELINK A VENDOLA
ILVA: MONITORAGGI DA CAMPIONI
RIDURRE I RIFIUTI SI PUO'
CAPANNORI INAUGURA NEGOZIO SOSTENIBILE
COMUNI E AMBIENTE
UNIVERSITA' PER L'AMBIENTE
UE:non solo PIL ma anche indicatori ambientali
AFRICA CHIEDE INTERVENTI PER L'AMBIENTE

DIOSSINA: COMUNICATO STAMPA E LETTERA DI PEACELINK A VENDOLA -
http://comitatopertaranto.blogspot.com/2009/08/diossina-tarantina-pechino.html
Diossina tarantina a Pechino.
COMUNICATO STAMPA di Peacelink
Il 27 agosto il dott. Roberto Giua dell'Arpa Puglia presenterà a Pechino i dati dell'inquinamento da diossina a Taranto nell'ambito del Simposio Internazionale Dioxin 2009 (
www.dioxin2009.org)...
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Al Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola
e per conoscenza
All’Assessore regionale all’ecologia, Onofrio Introna
Al Direttore generale dell’Arpa Puglia, Giorgio Assennato
Al Sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno
Gentile Presidente,
mentre il “caso Taranto” sta per essere presentato a Pechino nel simposio internazionale di Pechino “Dioxin 2009” dall’Arpa Puglia, la legge regionale antidiossina rischia di fallire nel suo obiettivo più ambizioso: quello di far scendere entro il 31 dicembre 2010 le emissioni di diossina sotto il limite “europeo” di 0,4 nanogrammi a metro cubo.
Occorrono infatti circa 16 mesi per implementare un sistema efficace di abbattimento della diossina.
Facendo i calcoli, fra 16 mesi saremo esattamente a pochi giorni dalla scadenza del 31 dicembre 2010 fissata dalla legge antidiossina.
Ecco perché scriviamo adesso questa lettera preoccupata chiedendo che Lei richiami l’Ilva al rispetto dei tempi di attuazione della legge.
Se parliamo di 16 mesi per l’implementazione delle migliori tecnologie è a ragion veduta.
Infatti l’impianto di sinterizzazione dell’acciaieria di Linz in Austria ha realizzato uno dei più avanzati sistemi di abbattimento della diossina in Europa con il seguente cronoprogramma:
- firma del contratto: marzo 2006
- inizio della fase di engineering:  aprile 2006
- inizio della costruzione: ottobre 2006
- entrata in funzione: agosto 2007
Con questo sistema avanzato è stato possibile tagliare le diossine del 97% scendendo sotto il valore di 0,1 nanogrammi a metro cubo e dimostrando che è possibile raggiungere obiettivi ancora più ambizioni di quello fissato dalla legge regionale. Il “filtro austriaco”, oltre alla diossina, può ridurre le polveri del 99%, il mercurio del 97%, il piombo del 99%, l’acido cloridrico del 92%, l’acido fluoridrico del 92% e i composti organici volatili del 99%. Come si può notare la diossina è solo la punta più pericolosa di una massa di sostanze tossiche derivanti dal processo di sinterizzazione. Ed è per questo che occorre applicare un sistema avanzato ed efficace.
Ad oggi la proprietà dell’Ilva non ha dichiarato il tipo di tecnologia che intende adottare né ha presentato un progetto per abbattere le emissioni sotto il limite fissato dalla legge regionale. Incominciamo a pensare che la legge, di questo passo, fallirà nella sua applicazione.
Gentile Presidente, questo non è un problema tecnico ma di volontà politica. Non è una faccenda da chimici o ingegneri o tecnici dell’Arpa, ma è una questione che riguarda la credibilità della Giunta Regionale. Ci attendiamo il colpo di scena: fra non molto il Gruppo Riva dichiarerà che la legge regionale antidiossina non è applicabile perché i tempi di adeguamento dell’impianto “non sono compatibili” con la scadenza del 31 dicembre 2010. E avrà “tecnicamente” ragione. Occorre agire prima che l’Ilva abbia “tecnicamente” ragione.
Gentile Presidente, è chiaro che non servirà in futuro fare dichiarazioni di fuoco nel 2010: occorre chiedere ora il cronoprogramma per la realizzazione del secondo step finalizzato al “taglio” della diossina sotto il limite di 0,4 nanogrammi a metro cubo. Noi sappiamo che per l’adeguamento al Protocollo di Aarhus sui valori europei di diossina l’Ilva da dichiarato come data di adeguamento il 2014 e questo è inaccettabile. Occorre pertanto un forte richiamo politico, in quanto tecnicamente le soluzioni esistono: il problema di fondo è che Riva deve mettere mano al portafogli.
Deve essere chiaro a tutti che è finito il tempo dei rinvii.
Il protocollo integrativo firmato a Roma prevede che l’Ilva presenti uno “studio di fattibilità dell’adeguamento dello stabilimento di Taranto ai valori limite” fissati dalla legge regionale. Tale studio deve essere presentato alla Regione Puglia e al Ministero dell’Ambiente “entro” il 30 dicembre 2009. Attenzione però: attendere quella data significa far fallire la legge mentre oggi siamo “entro” quel termine ultimativo ed “entro” il 16 mesi di cui sopra.
Ecco perché occorre chiedere subito all’Ilva lo studio di fattibilità e il cronoprogramma per adempiere alla scadenza del 31 dicembre 2010.
Lasciare passare altro tempo sarebbe una sconfitta per tutti noi che in questa legge abbiamo creduto.
In secondo luogo vogliamo essere espliciti sulla legge regionale antidiossina e su come sta procedendo la sua applicazione.
Nella modifica della legge antidiossina del 30 marzo 2009 non si fa cenno al “campionamento in continuo” (ossia il controllo 24 ore su 24 per tutto l’anno) che era uno dei punti più qualificanti della versione del 16 dicembre 2008 a sostegno della quale ci eravamo mobilitati. Tuttavia, se la nostra interpretazione è esatta, la legge del 30 marzo 2009 va a modificare solo l’articolo 2 della legge del 16 dicembre 2008 ma non cancella l’articolo 3 della legge del 16 dicembre 2008 in cui si prevede quanto segue:
 “Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore delle presenti disposizioni, i gestori di
impianti di cui all’articolo 1, già esistenti e in esercizio, devono elaborare un piano per il campionamento in continuo dei gas di scarico e presentarlo all’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Puglia (ARPA Puglia) per la relativa validazione e definizione di idonea tempistica per l’adozione dello stesso. Gli oneri connessi all’esecuzione del predetto piano sono a totale carico dei soggetti gestori”.
Perché dunque fino ad ora l’Ilva non ha presentato il “piano di campionamento in continuo” previsto dall’articolo 3 della legge antidiossina che a tutt’oggi ci risulta in vigore?
Attendiamo anche su questo una risposta e porgiamo i nostri più cordiali saluti
Per PeaceLink
Biagio De Marzo, Alessandro Marescotti
http://comitatopertaranto.blogspot.com/2009/08/impianti-al-minimo-monitoraggi-da.html
Impianti al minimo, monitoraggi da campioni!
Però sul sito dell'Arpa non c'è ancora nulla...
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RIDURRE I RIFIUTI SI PUO'
http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=708
[ 25 agosto 2009 ] Acqua | Rifiuti e bonifiche
Ridurre i rifiuti si può: festival con acqua dai fontanelli e porta la sporta (sempre)
Si moltiplicano per fortuna, le buone pratiche ambientali e anche nei più disparati ambiti. Da qualche tempo svariati concerti musicali di famose pop star compensano le proprie emissioni attraverso la piantumazione di alberi, per esempio. Ora però c'è un'interessante novità legata alla riduzione dei rifiuti...
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CAPANNORI INAUGURA NEGOZIO SOSTENIBILE
http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=733&mod=greentoscana
[ 26 agosto 2009 ] Consumi | Rifiuti e bonifiche
A Capannori (Lu) il primo negozio "a duplice sostenibilità": filiera corta e prodotti alla spina
Aprirà nel comune di Capannori (Lu) il 29 agosto il primo negozio dedicato esclusivamente alla vendita alla spina di prodotti a filiera corta. Questa duplice matrice di sostenibilità sarà attuata in un negozio (Effecorta) situato nella frazione di Marlia, e gestito da una cooperativa di sei imprenditori locali.
Il sito dell’iniziativa, già aperto, cita dati Federconsumatori per cui usando prodotti alla spina una famiglia-tipo può «arrivare a risparmiare fino a 64 euro/mese, ovvero circa 774.58 euro/anno» ed evitando l’uso in un anno
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UE
http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=713
[ 25 agosto 2009 ] Economia ecologica
La comunicazione del Consiglio Ue: non solo Pil, ma anche indicatori ambientali e sociali
Il Pil (prodotto interno lordo), "non può costituire la chiave di lettura di tutte le questioni oggetto di dibattito pubblico" - soprattutto in questo periodo di crisi economica - perché non misura la sostenibilità ambientale o l'inclusione sociale...
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UNIVERSITA' PER L'AMBIENTE
http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=692&mod=greentoscana
[ 24 agosto 2009 ] Comunicazione | Economia ecologica
A Siena la laurea magistrale in Economia dell'ambiente e dello sviluppo
A poche settimane dall'inizio dell'anno accademico 2009/2010, sono molte le facoltà che hanno progettato una serie di nuovi corsi di studio in ottemperanza al D.M. 270/2004 sulla riforma dell'offerta formativa universitaria. La facoltà di Economia "Richard M. Goodwin" dell'Università di Siena,...
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COMUNI E AMBIENTE
http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=690
[ 24 agosto 2009 ] Comunicazione | Economia ecologica
Quanto costa l'ambiente alle pubbliche amministrazioni locali?
«La spesa per consumi intermedi delle amministrazioni pubbliche» è un dossier elaborato dal centro studi del Senato che  propone un'analisi sintetica della spesa per consumi intermedi delle pubbliche amministrazioni nel periodo 2000- 2008..
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AFRICA
http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=728
[ 26 agosto 2009 ] Clima
L'Africa ha bisogno di 68 miliardi di dollari l'anno per combattere il cambiamento climatico
LIVORNO. I 9 ministri dell'ambiente e dell'agricoltura dell'Unione africana riuniti ad Addis Abeba per definire la linea comune dell'Africa per i negoziati di Copenhagen sul cambiamento climatico stanno discutendo soprattutto di quali compensazioni ed incentivi chiedere ai Paesi ricchi per i danni che il continente africano sta già subendo a causa del global warming.
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http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=723
[ 26 agosto 2009 ] Acqua | Clima | Economia ecologica
Global warming: l'Africa orientale ha paura delle guerre ambientali e vuole una legge comune sul clima
Mentre nella capitale Nairobi continua il World congress on agroforestry, dal Kenya arriva un preoccupato allarme: alcuni esperti ambientali hanno evidenziato che il global warming rischia di aumentare la frequenza e l'intensità di eventi climatici estremi nel Paese africano. Siccità e inondazioni «potrebbero portare a maggiori conflitti nelle regioni aride del nord-est del Paese», ai confini con la disperata Somalia e la turbolenta Etiopia delle molte etnie...
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27 Aug 2009

COMITATO VIGILIAMO PER LA DISCARICA