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"Non possibile riperimetrare senza la V.A.S." Resta alta la guardia del Comitato

All'indomani della prima memoria, l'avv. Antonio Lupo torna a scrivere ai consiglieri comunali ed al Sindaco con una seconda memoria ricordando loro che un'eventuale procedimento di riperimetrazione dell'area ove si vorrebbe realizzare il III lotto di discarica sarebbe comunque illegittimo anche per altri motivi. In particolare "l’impossibilità di procedere alla “perimetrazione” o “riperimetrazione” del PUTT/P" spiega il legale del Comitato "è certa anche perché si tratterebbe di un atto per la cui approvazione è necessaria la previa “valutazione ambientale strategica” (VAS) ai sensi del d. l.vo n. 152/2006, che non è stata mai fatta dall’attuale Amministrazione comunale di Grottaglie". Pertanto non si comprendono affatto i motivi di tutta questa fretta da parte dell'amministrazione cittadina, tenuto conto che una congrua verifica della corrispondenza del PUTT all'attuale situazione urbanistica grottagliese è già stata compiuta di recente, come attività propedeutica all'approvazione del Piano Regolatore Generale avvenuta nel 2003.

Un ulteriore sospetto riguardo la linearità dell'attività del Comune in questa vicenda è dato dalla circostanza che il prossimo 24 ottobre 2006 si terrà l'udienza innanzi al Consiglio di Stato per discutere l'appello presentato dall'Ecolevante (società di gestione della discarica) contro la sentenza del TAR Lecce che aveva annulatto tutti gli atti di autorizzazione del III lotto di discarica. Allora, forse, la fretta è legata alla volontà della nostra amministrazione di fornire un assist giudiziario alla società di gestione?

Intanto non si placa la polemica sull'atteggiamento dell'amministrazione a proposito delle richieste dell'Ecolevante circa la realizzazione di 33 ettari di cava in località "Amici". Dalla stampa vengono paventati nuovi inquietanti interrogativi e altrettanto gravi sospetti.
Secondo quanto riportato oggi dal quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno, il Sindaco avrebbe reso noto che il progetto di realizzazione della maxi-cava di Ecolevante conterrebbe erronee indicazioni circa le particelle catastali ove dovrebbe essere ubicata.
Ciò avrebbe, di fatto, reso impossibile ai confinanti proporre ricorso entro i termini stabiliti dalla legge. Ed infatti, i termini per l'impugnazione, che decorrono dalla pubblicazione del progetto nel BURP sono ormai abbondantemente decorsi e ai confinanti non resta che presentare delle osservazioni.


Questo il testo integrale dell'articolo apparso oggi a firma di Ivan Petrarulo visionabile su http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/quotidiano/gazzetta_edicolanav.asp?Edizione=6&Datapubb=20060909&Sezione=1082&Pagina=102&formato=PDF
IL CASO 2./ Si teme che un’area di oltre 33 ettari sia finalizzata a nuova discarica
 
Che accadrà in quella cava di Grottaglie? Gli ambientalisti vogliono vederci chiaro
 
Bagnardi: atti non pubblicati perché incompleti.An dubbiosa
 
GROTTAGLIE - In contrada Amici scoppia un giallo sulla cava. Sulla vicenda, nuovi sviluppi. Riguardano appunto quella futura cava da oltre 33 ettari di superficie. Al riguardo, progetto e studio di impatto ambientale sono già stati presentati dalla Ecolevante, la società che, poco distante, gestisce da sette anni una discarica per rifiuti speciali. Quando l’avviso di deposito del progetto è stato pubblicato sul Burp (il Bollettino ufficiale regionale) è scattato l’allarme. Temendo che quella enorme cava sia trasformata in altra discarica, gli ambientalisti hanno chiesto al Comune di accedere alla documentazione. Del resto, nell’avviso pubblico del Bollettino ufficiale c’era scritto: «Il progetto e lo studio di impatto ambientale sono disponibili presso l’assessorato all’Ambiente della Regione e presso il servizio Ambiente della Provincia di Taranto e del Comune di Grottaglie».
Ma ecco la sorpresa. Dal sindaco Raffaele Bagnardi, per iscritto, arriva la smentita. Con nota del 5 settembre (numero di protocollo 19400) il sindaco avvisa la cittadinanza che «diversamente da quanto riportato nell’istanza, allo Sportello unico per l’edilizia non risultava essere stato allegato il progetto definitivo dell’intervento e, conseguentemente (con nota del 28 agosto scorso numero di protocollo 18850)», lo stesso Ufficio «ha invitato la società Ecolevante a produrre la documentazione mancante senza la quale non si sarebbe dato corso alla pubblicazione degli atti». In proposito c’è chi nutre molte perplessità. Infatti, nella stessa nota del sindaco, si legge anche «che la società Ecolevante ha presentato il progetto e con nota del 31 agosto scorso ha precisato l’elenco delle particelle catastali interessate dall’intervento perché alcune di esse, agli atti già presentati agli uffici, non risultavano essere state indicate correttamente». Questo errore ha evitato che i confinanti della futura cava potessero presentare ricorso nei termini stabiliti? Ecco allora dubbi ed interrogativi. A tal proposito, il consigliere comunale di An, Michele Mirelli, ha presentato un’interrogazione che per conoscenza arriverà pure all’assessore regionale all’Ambiente, Michele Losappio.
E già ieri l’interrogazione consiliare è stata inoltrata (sempre conoscenza) al prefetto di Taranto, Francesco Alecci. «Essendo stato il progetto definitivo pubblicato sul Burp il 17 agosto scorso, malgrado indicasse dei terreni catastalmente errati, sono comunque decorsi irrimediabilmente quei 20 giorni (articolo 41 legge regionale numero 13 del 2000)» per presentare ricorso; «sono rimasti a disposizione solo i 10 giorni per eventuali osservazioni». Secondo Mirelli, se errore c’è stato, avrebbe reso impossibile ogni opposizione legale da parte dei vicini della cava. Nell’interrogazione si chiede un azzeramento dell’iter burocratico già avviato e intanto si profila l’ipotesi che la Magistratura possa pronunciarsi su un presunto reato di falso ideologico. Ivan Petrarulo

 

 

Questo, invece, il testo del Comunicato inviato alla stampa dal Comitato relativamente alle due memorie presentate dall'avv. Lupo

Con due memorie inviate sia al sindaco che a tutti i consiglieri Comunali di Grottaglie, l'avv. Antonio Lupo, legale del Comitato Vigiliamo per la discarica, ha evidenziato le macroscopiche incongurenze giuridiche connesse ad un'eventuale procedimento di riperimetrazione degli ambiti territoriali descritti dal PUTT.

“Vi è il sospetto molto forte” commenta la Prof.sa Etta Ragusa, coordinatrice del Comitato Vigiliamo per la discarica “che l’amministrazione stia tentando, con questi artifici burocratici, di far entrare dalla finestra quello che il TAR ha fatto uscire dalla porta: la realizzazione del III lotto di discarica in un’area vincolata dal PUTT e dal Parco delle Gravine”

Secondo l’assessore all’urbanistica Francesco Donatelli l’attività che sta compiendo l’amministrazione cittadina in questi giorni consisterebbe nel “verificare tutti i vincoli posti dal P.U.T.T./Paesaggio sull’intero territorio comunale" (v. l’articolo apparso sulla “Gazzetta del Mezzogiorno” lo scorso 6 settembre).

Tuttavia, quello che suona strano, come ricorda l’avv. Lupo, è che proprio quell’attività di verifica è stata già espletata dall’amminsitrazione in occasione dell’approvazione del nuovo strumento urbanistico avvenuta neanche tre anni fa  (il PUTT è stato approvato nel 2000 mentre il P.R.G. è del 2003). “il p.r.g. vigente del Comune di Grottaglie” ricorda il legale del Comitato “proprio nel corso del suo procedimento di formazione, è stato già completamente adeguato al PUTT/P”.

Pertanto non si comprende affatto la ragione che giustifichi questa esigenza di mettere nuovamente mano ai vincoli del PUTT, in assenza di un obbligo di legge.

Ma, poi, in cosa consisterebbe la riperimetrazione tanto osteggiata dai cittadini grottagliesi?

Ri-perimetrare, vuol dire, appunto, disegnare un nuovo perimetro, e, nel caso che ci riguarda, ridisegnare il perimetro degli ambiti del territorio cittadino che sono vincolati dal PUTT da un lato, e dal parco delle Gravine dall'altro.

Il sospetto, fortissimo, è che questo riperimetrare sia strumentale a far sì che dal perimetro delle aree vincolate venga espunta, guarda caso, proprio l'area dove si vorrebbe realizzare il terzo lotto di discarica. Aggirando, in tal modo, il disposto della sentenza n. 3830/2006 del TAR Puglia che ha annullato tutti gli atti di autorizzazione del III lotto di discarica in quell'area, proprio ravvisando l'illegittimità della realizzazione di un sito di discarica all'interno di un'area vincolata dal PUTT.

Nella sua seconda memoria l’avvocato Lupo fa notare come, comunque, la procedura di riperimetrazione che l’amministrazione Comunale sta tentando di far approvare, sarebbe illegittima perché "non preceduta dalla VAS (valutazione ambientale strategica) ai sensi del d. l.vo n. 152/2006, che" come spiega l'avvocato Lupo "non è stata mai avviata dall’attuale Amministrazione comunale di Grottaglie"

Inoltre, l’avvocato Lupo ricorda che il prossimo 24 ottobre avrà luogo l’udienza innanzi al Consiglio di Stato per discutere l’appello proposto dall’Ecolevante sulla sentenza che ha bocciato la realizzazione della nuova discarica proprio perché il progetto insisteva in aree protette e vincolate dal PUTT

Le memorie dell'avv. Lupo sono scaricabili ai seguenti link

 

 

 

http://www.vigiliamoperladiscarica.it/VIGILIAMo_plus/documenti/discarica%20-%20memoria%20per%20la%20perimetrazione%202.pdf

e

http://www.vigiliamoperladiscarica.it/VIGILIAMo_plus/documenti/discarica%20-%20memoria%20per%20la%20perimetrazione.pdf 

 

 

09 Sep 2006

COMITATO VIGILIAMO PER LA DISCARICA